Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Farei una selezione meritocratica per allontanare quegli insegnanti indecenti che anche i miei figli hanno avuto

Della crescente violenza nelle scuole si parla ormai da anni: si tratta d’altronde di un problema che ha tante cause ma, purtroppo, ancora poche soluzioni.

Di recente ha espresso la sua opinione in merito anche Massimo Recalcati, ospite al Social Festival Comunità Educative che si è tenuto alle Gallerie d’Italia di Torino.

Secondo il saggista e psicoanalista, è necessario ripensare il concetto di autorità e il rapporto con la scuola, fino anche ad allontanare gli insegnanti indecenti. Basterà?

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Autorità e violenza a scuola

Ospite al Social Festival Comunità Educative 2024, Massimo Recalcati affronta il tema della crescente violenza a scuola dal punto di vista dell’autorità.

In passato, infatti, figure di spicco del mondo culturale si sono concentrate sull’origine dei problemi della scuola. Se per Ernesto Galli della Loggia tutto è iniziato in seguito alle contestazioni del 1968, Piergiorgio Odifreddi va ancora più indietro, alla Riforma Gentile.

Al contrario, Recalcati guarda al futuro e alle possibili soluzioni al declino che la scuola sta ormai affrontando da decenni. Queste le sue parole:

Ripristinare l’autorità è impossibile, ma bisogna ripensarla. La risposta breve è quella reazionaria invocando Dio, patria e famiglia come in tutti i fondamentalismi. L’Occidente invece ha il compito di riempire l’autorità in modo nuovo senza tornare indietro.

Come fare allora?

LEGGI ANCHE
Il vero ruolo dell’insegnante è aprire mondi e aperture mai pensate prima

La scuola specchio della società

Come riporta il quotidiano La Stampa link esterno, secondo Massimo Recalcati la qualità di un Paese si giudica da come tratta la scuola, e il nostro tratta male questa istituzione. In Italia, infatti, la professione dell’insegnante è spesso poco apprezzata se non addirittura sottovalutata, e i tentativi di riforma non hanno mai condotto a una soluzione efficace. Cosa fare allora? Continua il saggista:

Viviamo una proletarizzazione e un disconoscimento di questa professione, come per gli operatori sanitari. Detto ciò devo dire che io farei una selezione meritocratica per allontanare quegli insegnanti indecenti che anche i miei figli hanno avuto. Bisognerebbe affrontare un certo conservatorismo anche sindacale.

Una scuola del merito, verrebbe da dire parafrasando il ministro Valditara, con il quale Recalcati trova più di un’assonanza. Lo psicoanalista si dice infatti d’accordo con la riforma del voto in condotta, necessaria in questo contesto ma che non trova d’accordo tutti.

Il ruolo fondamentale dell’insegnante

Ovviamente, un mero ritorno ad una maggiore autorevolezza non può bastare per risolvere il problema della violenza nelle scuole.

Per questa ragione, è importante riconoscere il ruolo fondamentale dell’insegnante, il cui scopo è “accendere il fuoco del desiderio” nei suoi studenti, ispirando una curiosità autentica e un vero e proprio slancio verso la conoscenza.

Detto in altri termini, la figura del docente che fa il minimo non può più essere sostenibile in una scuola che fatica a capire il presente. Al contrario, vengono in mente le parole di Vincenzo Schettini, sugli insegnanti maestri di vita, e di Edoardo Prati, secondo cui chi insegna solo per campare dovrebbe cambiare lavoro.

Il dibattito è più aperto che mai, e trovare una soluzione che metta d’accordo tutto è estremamente difficile: non per questo bisogna smettere di provare.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

D’Avenia: “Vent’anni di smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti”

smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti

Il legame fra la violenza giovanile e l’abuso dei social media non è certo una novità, ma negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza crescente. E non si tratta soltanto del caso di Trescore Balneario, in cui uno studente ha accoltellato la sua docente, ma di un problema sistemico del quale la violenza rappresenta soltanto una delle manifestazioni più evidenti. Ne parla Alessandro D’Avenia nella sua rubrica Ultimo Banco del…

Troppi giovani non capiscono un testo, la Norvegia fa marcia indietro sulla tecnologia a scuola

Norvegia da marcia indietro

Per anni la scuola ha perseguito un modello educativo orientato all’integrazione della tecnologia nella didattica, spesso considerata un obiettivo prioritario. Un traguardo ambizioso da raggiungere nel minor tempo possibile, per non rimanere indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, e che in molti contesti è ancora in fase di realizzazione. Tuttavia, negli ultimi tempi stiamo assistendo a una sorta di movimento inverso che, pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, spinge verso…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X