Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Il 22% degli insegnanti ritiene inutile il modo di insegnare l’informatica a scuola

Da diversi anni a questa parte, la scuola sta attraversando un cambiamento profondo che va ben oltre il semplice aggiornamento di programmi e manuali. Oggi la sensibilità collettiva è mutata, e sia i genitori sia i docenti si rendono conto di quanto sia necessario ripensare il ruolo dell’educazione, non solo nei contenuti ma anche nelle modalità con cui viene proposta.

A confermare questa tendenza è il Report GoStudent sul futuro dell’istruzione 2025 link esterno, un’indagine che ha coinvolto circa 12 mila persone fra genitori e ragazzi, oltre a 300 insegnanti in tutta Europa. Il quadro che ne emerge non lascia tanto spazio a fraintendimenti: la maggior parte degli intervistati chiede una vera e propria riscrittura dei programmi scolastici, con maggiore spazio alla dimensione più umana dell’apprendimento e non solo a quella nozionistica.

Matematica e informatica in crisi

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Fra gli insegnamenti che si sono ritrovati sotto la lente del Rapporto GoStudent ci sono la matematica e l’informatica. La seconda è spesso stata considerata la disciplina del futuro, mentre la prima ha costituito la sua base necessaria e imprescindibile. Eppure, almeno un docente su cinque ritiene che l’informatica venga insegnata con metodi ormai superati, di fatto rendendola quasi inutile per la contemporaneità.

Non va meglio alla matematica, dal momento che il 16% di insegnanti e genitori la reputa inadeguata al futuro, quantomeno per le sue modalità di insegnamento. Questi dati rappresentano una media su base europea, con picchi rispettivamente del 28% e del 30% per informatica e matematica in Francia, segno di una criticità percepita in modo ancora più marcato in alcuni contesti.

Come si può immaginare, quindi, la critica non è tanto alle discipline in sé, quanto al modo in cui esse vengono proposte agli studenti. E d’altronde non si tratta neanche di una novità: da anni si sostiene che il vero problema della matematica sia il suo insegnamento, con alternative efficaci come Direzione Discipline, che provano a renderla più comprensibile e vicina agli studenti.

benessere emotivo degli studenti

Benché non se ne possa parlare come di una vera e propria materia, è innegabile che oggi ci sia una rinnovata attenzione al benessere mentale e, in generale, psicofisico degli studenti. In un mondo caratterizzato da ritmi frenetici, iper-connessione e ansia da prestazione, capire come gestire lo stress è diventata una vera e propria competenza, non più un aspetto secondario. Che quindi è persino meritevole di insegnamento in classe.

Si tratta di una necessità secondo il 40% dei docenti, il 38% dei genitori e il 35% degli studenti: in pratica, un consenso quasi unanime fra le diverse componenti della scuola, che raramente si trovano così allineate su un tema.

A dimostrazione di questa nuova sensibilità, una recente indagine ha concluso che le competenze socio-emotive degli studenti stanno diminuendo. E d’altronde non è un caso che i giovani oggi si rivolgano alle intelligenze artificiali per ottenere conforto ma, soprattutto, per non essere giudicati. Insegnare il benessere emotivo agli studenti è insomma cruciale per la salute mentale e il successo, sia nel percorso scolastico sia nella vita quotidiana.

competenze trasversali

Arriviamo quindi alle competenze trasversali, le cosiddette soft skills, che oggi rappresentano un bagaglio imprescindibile per qualsiasi individuo. Secondo il 64% delle famiglie europee, le soft skills costituiranno un fattore determinante per il proprio futuro lavorativo, con un picco del 74% nel Regno Unito.

Fra le competenze più indicate, allora, il Rapporto GoStudent ne segnala due. Da una parte c’è il problem solving, ossia la capacità di affrontare e risolvere situazioni complesse, indicata come dote più ricercata dal 44% degli studenti e dal 41% degli educatori. Dall’altra parte c’è invece il pensiero critico, che è fondamentale per il 40% dei docenti in quanto scudo necessario contro la disinformazione e l’omologazione del pensiero.

Da questo punto di vista, è finalmente stata approvata una legge sulle competenze non cognitive e trasversali a scuola, ma sulla sua effettiva efficacia sarà necessario attendere qualche anno. Allo stesso tempo, è indubbio che le soft skills siano oggi sempre più importanti, sia nella didattica sia nella formazione dei docenti, come testimoniato dal successo di eventi come EducAbility.

In definitiva, il Rapporto GoStudent 2025 fotografa una situazione chiara: una compartimentalizzazione del sapere non ha più senso, e per i soggetti della scuola è necessario ripensare le modalità dell’insegnamento. Che ciò avvenga a partire dalla matematica e dall’informatica, o dalle competenze non cognitive, in fondo importa poco: l’importante è non ignorare il cambiamento e cercare di orientarlo nel modo più efficace possibile.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Che cos’è il design thinking e come funziona se usato nella didattica

design thinking

Il design thinking è una metodologia di lavoro di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni, soprattutto per le sue possibili applicazioni in ambito scolastico. Si tratta, in estrema sintesi, di un approccio che insegna ad affrontare i problemi con la mentalità del progettista, adattandola però ai contesti educativi e ai processi di apprendimento. Come i designer, infatti, anche gli insegnanti smettono di essere semplici trasmettitori di conoscenze…

Dare un tablet a un bambino di un anno è come dargli un po’ di morfina

tablet come morfina

Da anni ormai si parla dell’esposizione precoce dei bambini a schermi e dispositivi elettronici quali smartphone e tablet. Paesi come la Francia hanno già adottato misure restrittive per proteggere i più piccoli e, sebbene in Italia non esistano ancora provvedimenti specifici, il dibattito è oggi più acceso che mai. A richiamare ancora una volta l’attenzione sui possibili effetti di un’esposizione precoce agli schermi è anche lo psichiatra e tossicologo Luigi…

Perché alcuni studenti sono più bravi in matematica? Per la scienza è anche una questione di genetica

bravi in matematica

Ci sono studenti che si trovano a loro agio con la matematica e studenti che, al contrario, faticano a gestire numeri, calcolo mentale, operazioni semplici e complesse. Se per molti il problema riguarda i metodi di insegnamento e la paura di sbagliare, le neuroscienze propongono una lettura diversa. E, per certi versi, rivoluzionaria. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances , infatti, la dimestichezza con la matematica non dipende…

L’allarme degli insegnanti inglesi: “Gli alunni stanno perdendo la capacità di ragionare a causa dell’intelligenza artificiale”

capacità di ragionare

Da diverso tempo l’intelligenza artificiale è diventata una parte importante della vita quotidiana di studenti e insegnanti. Se quasi il 50% dei docenti usa ChatGPT a supporto della didattica, per il ministro Valditara l’IA migliora gli apprendimenti, quando viene implementata in modo corretto. Il problema è che non tutti i dati sembrano confermare questa prospettiva. Secondo un sondaggio del sindacato britannico National Education Union, infatti, la maggior parte dei docenti…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X