Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Secondo un sondaggio, 9 studenti su 10 danno del “lei” agli insegnanti. Il 77% si alza in piedi quando il prof entra in classe

Sono molti i cambiamenti affrontati dalla scuola negli ultimi decenni. Certo, di solito si parla della didattica e del rapporto con la società, ma i mutamenti della scuola si esprimono anche nel rapporto fra docenti e studenti.

Questi ultimi sono infatti il riflesso di un mondo sensibilmente diverso rispetto al passato, nel quale le vecchie consuetudini lasciano il posto a nuove abitudini. Lo conferma un sondaggio condotto da Skuola.net su 1500 studenti link esterno, secondo cui molto è cambiato ma ancora oggi si dà del “lei” al docente.

Un galateo a metà?

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

I dati raccolti dal sondaggio del portale scolastico dedicato agli studenti offrono un’interessante fotografia del rapporto con gli insegnanti. Da un lato, infatti, sembrano esistere ancora le vecchie regole formali del rispetto in classe, ma sarebbe meglio dire “resistere”. Dall’altro lato, emergono segnali di un cambiamento progressivo che ormai è inarrestabile. Questi i risultati:

  • si usa ancora il “lei” per rivolgersi al docente secondo il 91% degli studenti;
  • il 77% degli studenti si alza in piedi quando il docente entra in classe come forma di saluto, ma il 43% di essi lo fa sempre per ogni insegnante, mentre il 34% soltanto con alcuni;
  • il 23% degli studenti non si alza mai per salutare il docente, a prescindere da chi sia.

Ciò vuol dire che la distanza fra docenti e studenti è ancora abbastanza percepita, se non altro nel modo di rivolgersi ad essi. Allo stesso tempo, comportamenti che fino a poco tempo fa erano intollerabili, o addirittura impensabili, sono oggi piuttosto diffusi. Non abbastanza da parlare di trend, certo, ma molto.

Dress code a scuola

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda poi il dress code moderno, ormai irriconoscibile rispetto all’abbigliamento scolastico diffuso in passato. Oggi la situazione è in generale meno rigida sia dal punto di vista oggettivo che nella percezione degli studenti stessi:

  • il 55% sostiene che ancora oggi in classe si rispettano le buone maniere in fatto di abbigliamento;
  • nel 45% dei casi ci sono in classe compagni che indossano cappelli o cappucci durante le lezioni;
  • l’82% degli studenti sostiene che in classe c’è qualcuno che si siede in modo scomposto.

Per non parlare della cura dell’ambiente scolastico: nove studenti su dieci confermano che i banchi vengono personalizzati con disegni e scritte, ma percentuali diverse ci sono per la questione delle gomme da masticare attaccate sui banchi. Due studenti su tre evitano di farlo, ma si tratta di una cattiva abitudine ancora piuttosto diffusa e sulla quale è necessario lavorare con educazione e formazione. Peraltro, sul tema della pulizia scolastica ci sono progetti che vogliono sensibilizzare gli alunni già dalla scuola primaria.

LEGGI ANCHE
Gli studenti vogliono andare a scuola vestiti come vogliono ma “l’aula è un luogo che merita rispetto, occorre decoro”

Cosa devono fare i docenti

Ora, è ovvio che i docenti debbano mantenere una certa distanza dagli studenti pur svolgendo al meglio la loro funzione educativa. Allo stesso tempo, però, è fondamentale trovare un equilibrio fra l’ambiente formale della scuola e una maggiore comprensione nei confronti dei ragazzi.

E quindi va bene mantenere il “lei” quando ci si rivolge agli insegnanti, come forma di rispetto nei loro confronti, ma non bisogna rinunciare ad una certa vicinanza. Lo mostra bene Vincenzo Schettini, il professore di fisica noto per aver fondato il canale La fisica che ci piace, e non solo.

Secondo Schettini, infatti, non solo non bisogna limitarsi a trasmettere nozioni ma anzi è necessario fare anche di più, perché dietro un cinque c’è uno studente da 9 che si è accontentato. Si tratta di un modo di vedere la scuola che probabilmente è più vicino al presente rispetto alla didattica tradizionale.

Ma sarà anche efficace?

Quale che sia la risposta, l’evoluzione del comportamento in classe riflette un cambiamento più ampio della società. L’uso costante della tecnologia, il rapporto più informale fra generazioni e una maggiore libertà di espressione sono elementi che fanno parte di questa nuova dinamica e che non possono essere ignorati. La vera sfida non consiste quindi nel riproporre acriticamente le vecchie regole nei nuovi contesti, ma nel riconoscere che anche in un contesto così diverso come quello di oggi è possibile ritrovare lo stesso spirito. Lo stesso rispetto.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Bruna Bianco e Rosaria Polita, autrici per la scuola. “I nostri sussidiari indicano la direzione per il metodo di studio”

Bruna Bianco e Rosaria Polita

Come vi sentireste se vi costringessero ad indossare un vestito di alta moda ma che non vi rispecchia? Di sicuro non a vostro agio. Nonostante siate consapevoli che sia il meglio possibile, avvertite che non è giusto per voi, vi fa sentire goffi ed inadeguati. È questa la suggestiva metafora che le maestre Bruna Bianco e Rosaria Polita, autrici del nuovo sussidiario “Direzione Discipline Plus” , edito La Spiga del…

Se nella scuola continuiamo a togliere senza mai aggiungere

scuola continuiamo a togliere

Negli ultimi anni la scuola ha vissuto grandi cambiamenti che, tuttavia, si sono spesso rivelati contraddittori. Da un lato, ha cercato di diventare moderna e tecnologica, per rispondere alle esigenze delle nuove generazioni e di una società sempre più digitale. Dall’altro lato, però, poco a poco sono venuti meno gli strumenti a disposizione di insegnanti e studenti, creando una distanza sempre più evidente tra ciò che si promette e ciò…

Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di spendere 100 milioni di euro per formare gli insegnanti sull’intelligenza artificiale

formare gli insegnanti sull'intelligenza artificiale

Quando viene gestita in modo corretto, l’intelligenza artificiale può essere un utile strumento per l’educazione e l’apprendimento. Già molti insegnanti la utilizzano per la didattica, ma a mancare è spesso una formazione a monte, che sappia insegnare ai docenti un uso consapevole dell’IA sin dall’inizio, cioè prima ancora che diventi uno strumento utilizzato quotidianamente in classe. Vuole rispondere a questa esigenza il progetto di Giuseppe Valditara, da sempre a favore…

Il libro di testo è ancora un’àncora (e dovremmo smetterla di combatterlo)

libro di testo

Siamo nel secondo quarto del XXI secolo e oggi più che mai abbiamo bisogno dei libri di testo per contribuire attivamente allo sviluppo critico del pensiero di studentesse e studenti. Per anni, il cosiddetto manuale è stato percepito come un nemico, un vero e proprio bersaglio simbolico contro cui indirizzare una critica più ampia alla scuola, considerata ferma, rigida, autoritaria e incapace di rinnovarsi. L’immagine che sintetizza questa stagione culturale…

I motivi per cui un docente dovrebbe partecipare a EducAbility, anche in streaming

partecipare a educability

Al centro del convegno “Didattica cooperativa e intelligenza digitale: la dimensione affettiva e tecnologica dell’apprendimento” c’è una delle questioni più urgenti per la scuola di oggi: come tenere insieme trasformazioni in atto, emozioni e apprendimento dentro la pratica quotidiana della classe. Il 16 aprile 2026 a Bari e online, il convegno nazionale del Gruppo Editoriale ELi, nell’ambito del progetto EducAbility , si propone come uno spazio di lavoro pensato per chi ogni giorno si confronta…

Lascia il lavoro per seguire il sogno di insegnare ma si pente dopo pochi anni: “La scuola mi ha consumato”

Oggi fare l’insegnante non significa più soltanto spiegare una materia, trasmettere la passione per un argomento o gestire una classe di adolescenti. Si tratta di un mestiere che si è fatto sempre più complesso, e non soltanto per ciò che riguarda la didattica ma per burocrazia, precarietà e instabilità. Spesso, insomma, a spingere i docenti verso il burnout non è tanto il rapporto con gli studenti quanto ciò che sta…

Stiamo rischiando seriamente di ritornare in Dad a causa della crisi energetica. La reazione di Valditara

La tregua fra Stati Uniti e Iran ha permesso un allentamento delle tensioni dovute alla guerra, ma resta alta l’allerta per una crisi energetica tutt’altro che scongiurata. Oltre all’aumento dei prezzi del carburante e del costo dell’energia, il Governo si sta preparando a possibili misure di contenimento che, almeno secondo alcune ipotesi circolate nei giorni scorsi, potrebbero coinvolgere anche la scuola. Negli ultimi giorni, infatti, diverse voci hanno suggerito un…

Didattica, intelligenza artificiale ed emozioni: cosa serve davvero oggi in classe

intelligenza artificiale ed emozioni

La scuola oggi sta attraversando una trasformazione che riguarda contemporaneamente tecnologia, aspetti emotivi e modalità di apprendimento. Un cambiamento che gli insegnanti percepiscono ogni giorno in classe e che richiede una formazione in grado di intercettare i nuovi scenari, affinché le tecnologie non generino distanze, ma diventino strumenti di cooperazione e di crescita. È in questo contesto che si inserisce il convegno nazionale promosso dal Gruppo Editoriale ELi, in programma il 16…

Forse è arrivato il momento di accettare che la scuola dovrebbe iniziare più tardi

scuola dovrebbe iniziare più tardi

La giornata di bambini e adolescenti comincia più o meno nello stesso modo: ci si sveglia (o ci si fa svegliare), ci si prepara e si va a scuola. E, visti gli orari in cui si entra in classe, non è raro vedere espressioni ancora addormentate, mancanza di energia e difficoltà a mettersi davvero in moto nelle prime ore della mattina. Se è vero che durante l’adolescenza l’orologio interno si…

Una scuola che sacrifica la letteratura per far spazio ad inutili progetti non è una scuola più moderna, ma una scuola più povera

scuola sacrifica la letteratura

Dalla distanza della pensione, guardo la scuola di oggi e mi chiedo cosa abbiamo acquisito e cosa stiamo perdendo: nel moltiplicarsi dei progetti, si riduce il tempo per leggere. Mi riferisco al “pensiero lento”, quello che si attiva quando uno studente legge con attenzione, riflette, torna indietro su un testo, si fa domande, collega idee, dubita e rielabora. Quando invece il tempo è frammentato tra molti progetti, consegne rapide e…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X