Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Bisogna vietare il cellulare sotto i 14 anni e i social sotto i 16, la scuola senza smartphone è una grande opportunità

Quando si parla di disagio giovanile vengono subito in mente alcune possibili cause, come le dinamiche disfunzionali in famiglia e il mancato ruolo della scuola. Fra le ragioni di un fenomeno sempre più diffuso c’è tuttavia anche l’abuso delle nuove tecnologie, e nello specifico l’abuso dello smartphone.

Affronta la questione lo psicoterapeuta Alberto Pellai, intervistato dal Corriere della Sera link esterno, secondo cui è necessario vietare il cellulare sotto i 14 anni e i social media sotto i 16 anni. Insomma, anche il divieto di usare lo smartphone a scuola potrebbe costituire un’opportunità per un rapporto più sano con la tecnologia.

Vediamo in che senso.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Soluzioni per una generazione ansiosa

Appartengono alla Generazione Z i nati fra il 1997 e il 2012, ragazze e ragazzi che già dall’infanzia hanno beneficiato di un rapporto molto stretto con la tecnologia, nel bene e nel male. Proprio a questi giovani è dedicato il ragionamento di Alberto Pellai, intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera.

Per lo psicoterapeuta, infatti, l’accesso precoce alla tecnologia ha reso i Gen Z cavie di una trasformazione antropologica senza precedenti. E da questa analisi nasce la volontà di vietare l’uso dello smartphone ai minori di 14 anni e l’uso dei social ai minori di 16 anni.

Si tratta di un divieto graduale e strutturato, continua Pellai, che non ha l’intento di isolare i giovani ma l’obiettivo di proteggerli da stimoli eccessivi e dipendenza digitale. In quanto cavie di una profonda trasformazione delle relazioni sociali, gli adolescenti oggi vivono in un contesto in cui è altissimo il rischio di perdere il contatto con la realtà. Con tutte le conseguenze del caso.

Cosa fare allora? Basta davvero un divieto per risolvere il problema?

Nuove indicazioni per genitori e insegnanti

Vietare lo smartphone sotto i 14 anni e i social media sotto i 16 anni è ovviamente un passo iniziale per rifondare il rapporto dei giovani con la tecnologia. Da solo il divieto non basta, ma va accompagnato da regole chiare e condivise, da una maggiore attenzione ai rischi del digitale.

Laddove manca una cultura dell’educazione all’uso delle nuove tecnologie, infatti, prosperano usi scorretti e abuso di strumenti come lo smartphone. E proprio per questo, continua Alberto Pellai, la Generazione Z è doppiamente sfortunata:

  • da una parte, perché si è ritrovata con uno smartphone in mano già nella preadolescenza, in mezzo a social media e dinamiche che puntano a creare dipendenza;
  • dall’altra parte, perché i genitori degli appartenenti alla Gen Z sono i primi a dover crescere figli che hanno una doppia vita.

Oltre ai divieti e alle regole condivise, allora, lo psicoterapeuta sostiene anche la necessità di instaurare un nuovo modello di genitore, quello del “genitore mobile”.

Serve una nuova alleanza educativa

La voce di Alberto Pellai non è l’unica critica nei confronti di un certo tipo di dinamiche familiari o dell’impatto che lo smartphone ha sulla crescita dei più giovani. Lo psicanalista Massimo Recalcati ha di recente parlato dei limiti dei genitori di oggi, troppo impegnati a farsi amare dai figli per educarli, mentre lo stesso ministro Giuseppe Valditara ha puntato il dito contro i social media e la superficialità delle relazioni che promuovono.

Ma non è tutto qui, perché per affrontare in modo efficace la questione serve una nuova alleanza educativa fra scuola, famiglia e istituzioni. E proprio i genitori rappresentano la sua componente più importante

Quando lavoro con i genitori io uso tanto il modello del genitore mobile. È il genitore che sa stare davanti, proteggendo i propri figli; che sa stare di lato, aiutandoli senza giudicare; che sa stare dietro, lasciando che possano spiccare il volo senza riversare su di loro la propria ansia.

E allora, forse, il divieto dello smartphone ai minori di 14 anni e dei social ai minori di 16 anni è proprio questo: un modo per proteggere i più piccoli quando ne hanno bisogno. E rendere più consapevole il loro rapporto con la tecnologia, nel frattempo.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Dobbiamo chiederci una volta per tutte se abbiamo sbagliato ad abbassare la guardia, come insegnanti e come genitori

abbassare la guardia

Ormai da diverso tempo si parla di violenza a scuola, in particolare per quanto riguarda il bullismo e il cyberbullismo, o in ambienti domestici. Mai come adesso però il fenomeno sembra assumere contorni sempre più gravi, con esiti anche fatali che diventano fatti di cronaca, oltre che tragedie personali e familiari. Fra chi invoca soluzioni drastiche, come metal detector all’ingresso degli istituti, e chi cerca responsabilità puntando il dito, c’è…

Il 22,1% degli alunni non legge neanche un libro all’anno

un libro all’anno

Poche attività incidono sul pensiero, sul linguaggio e sulla capacità di comprendere il mondo quanto la lettura. Si tratta di uno degli strumenti più potenti che abbiamo, eppure proprio la lettura è una pratica sempre più trascurata dai giovani. Lo confermano i dati ISTAT, secondo cui oltre un adolescente su cinque non legge neanche un libro all’anno. Il fenomeno non è uniforme, con differenze marcate a seconda del contesto familiare…

Le competenze socio-emotive degli studenti stanno diminuendo

competenze socio emotive

Le competenze socio-emotive dei giovani italiani mostrano segni sempre più profondi di fragilità. Fiducia in se stessi e ottimismo, senso di appartenenza alla scuola e capacità di gestire le emozioni sono più deboli, soprattutto fra gli studenti dai 10 ai 15 anni. A dirlo sono i dati emersi da un approfondimento INVALSI basato sull’indagine internazionale OCSE Social and Emotional Skills. Il quadro che ne emerge, soprattutto in riferimento all’Italia, mostra…

Vocabolario, questo sconosciuto

vocabolario

Il vocabolario è uno strumento essenziale per comprendere la lingua italiana e le sue sfumature. Eppure, per molti studenti oggi rappresenta un oggetto misterioso: lento, voluminoso, apparentemente inutile. D’altronde, per conoscere il significato delle parole basta andare sul web, no? Ecco, non proprio, e a lanciare l’allarme sono alcuni studiosi dell’Accademia della Crusca e della Treccani, che all’agenzia di stampa Adnkronos hanno espresso i loro timori. Secondo gli esperti, infatti,…

Geronimo Stilton a scuola: presentato il quaderno operativo per tutte le classi della scuola primaria, dalla prima alla quinta

Geronimo Stilton a scuola

Da ormai 25 anni Geronimo Stilton non è solo un personaggio di libri per ragazzi, ma un compagno di avventure per diverse generazioni. Nato dalla creatività di Elisabetta Dami, il topo giornalista più famoso d’Italia ha accompagnato migliaia di bambini nella scoperta di valori come l’amicizia, la curiosità, il coraggio. Oggi il suo mondo narrativo si apre anche all’ambito scolastico, grazie alla collaborazione con il Gruppo Editoriale ELi. La casa…

Studenti promossi solo perché vivi? Il mondo fuori è molto più duro. Non serve lamentarsi, bisogna studiare

Studenti promossi

Gli ultimi anni hanno visto un cambiamento radicale della scuola italiana. Se per alcuni si è adattata alle nuove tecnologie e alla nuova contemporaneità, per altri è diventata troppo semplice. E non si tratta del classico “si stava meglio prima”, quanto del modo in cui la scuola prepara gli studenti al mondo. Ne parla Roberto Burioni che, in un post sui social , nel suo stile diretto critica chi giudica…

Il senso di colpa è diventato senso di inadeguatezza, come la velocità dei social ha cambiato la depressione nei giovani

senso di colpa

Umberto Galimberti torna a parlare della crisi che attraversa le nuove generazioni, un disagio profondo che non nasce più soltanto dal complicato rapporto con il mondo adulto ma da un contesto dominato dalla tecnica. In un recente intervento per Feltrinelli Editore , il filosofo e psicanalista ha spiegato come il tradizionale senso di colpa alla base della depressione si stia trasformando in senso di inadeguatezza. Soprattutto nei giovani che, immersi…

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

scuola trasformata in progettificio

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” , il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento. Le sue parole si iscrivono all’interno di un…

L’insegnante è una guida che accende fiducia e curiosità. Non deve fare il giudice ma essere una presenza positiva

insegnante è una guida

Quello fra docente e studente è un rapporto importantissimo, in particolare nel primo e nel secondo ciclo. Lungi dal rappresentare una semplice trasmissione di conoscenze, si tratta di un legame che incide sul modo in cui gli alunni percepiscono se stessi e il loro posto nel mondo. Proprio per questa ragione, anche la figura dell’insegnante oggi sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Lo ricorda Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia…

Alla secondaria troppe lezioni frontali? L’invito: “I prof imparino la didattica aperta dalle maestre della primaria e dell’infanzia”

troppe lezioni frontali

La lezione frontale è da sempre uno dei pilastri della didattica scolastica: è riconoscibile e rassicurante, persino familiare. Non sorprende quindi che il 70% dei docenti la utilizzi ancora come metodologia principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui si muove oggi la scuola è estremamente complesso e dinamico: la società cambia e con essa gli studenti, che necessitano di un apprendimento più interattivo e dinamico rispetto al passato….

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X