Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Il fallimento e lo smarrimento dei propri figli sono momenti formativi, per Recalcati “i genitori di oggi sono troppo preoccupati di farsi amare”

Che lo si sottovaluti o meno, il disagio giovanile è uno dei fenomeni principali che caratterizzano la nostra società. Oggi i giovani vivono in contrapposizione ad un mondo nel quale faticano a trovare il proprio posto, e che anzi percepiscono come ostile.

A parlarne è lo psicanalista Massimo Recalcati, ospite della trasmissione In Mezz’ora su Rai 3 link esterno, che tenta di approfondire la questione andando a cercare le cause e le modalità di espressione del problema. Se il mondo è competizione selvaggia e catastrofe, sostiene, è normale chiudersi nella violenza e nell’evasione.

Cosa fare allora?

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

crisi educativa

Secondo Recalcati, il punto di inizio del disagio giovanile va trovato entro i confini di una nuova crisi educativa, problema che coinvolge tanto le famiglie quanto il sistema scolastico. Con una posizione non dissimile da quella di Paolo Crepet, lo psicanalista si concentra sul rapporto fra genitori e figli:

Oggi entrambi i genitori sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli. Più ansiosi di proteggerli dai fallimenti che di sopportarne il conflitto, e dunque meno capaci di rappresentare ancora la differenza generazionale.

Il divario fra desiderio di essere amati e necessità di educare i figli trasforma nel profondo la figura genitoriale, aumentando le sue fragilità. A ciò si unisce poi l’idea di istruzione basata sulle performance, oggi in voga sia nel contesto scolastico sia all’interno delle famiglie.

LEGGI ANCHE
Solo se l’insegnante sa amare il sapere può tramutare i suoi studenti in amanti del sapere

Disagio individuale e sociale

La causa del disagio giovanile, abbiamo visto, può essere rintracciata nel rapporto con la figura genitoriale e nel contesto educativo. Il disagio stesso si esprime invece principalmente in due diversi modi:

  • Da una parte, la violenza e l’esplosione di rabbia. Vandalismo, risse e abusi rappresentano per Recalcati la difficoltà nel gestire le emozioni, che porta a trasformare la frustrazione in distruzione.
  • Dall’altra parte, l’isolamento e il ritiro sociale. Molti giovani si chiudono in se stessi, rifiutando il contatto con la società in una forma di autodifesa contro un mondo percepito come minaccioso.

Queste due espressioni del disagio giovanile possono sembrare contraddittorie, ad una prima analisi, ma rappresentano due facce della stessa medaglia. Si tratta infatti di risposte estreme alla cultura del godimento senza limiti e della competizione sfrenata.

Da un lato, quindi, si reagisce con violenza e rabbia, mentre dall’altro lato si evita ogni contatto con il mondo esterno. Inoltre, molti giovani alternano queste due fasi contrapposte, incapaci di trovare un equilibrio e spostandosi fra un eccesso e l’altro.

Come affrontare il disagio giovanile

Di fronte a questa crisi, è facile vedere una soluzione nella repressione o nel ritorno ai modelli educativi rigidi del passato. Ma si tratta di uno sbaglio: al contrario, è fondamentale partire dalla conoscenza delle cause per pensare a modi più efficaci di affrontare il disagio giovanile.

Secondo Massimo Recalcati, il problema fondamentale riguarda la perdita del desiderio, che si disperde nel consumo compulsivo o si spegne completamente. Per affrontare la questione, bisogna aiutare i giovani a recuperare il senso delle proprie passioni e delle proprie aspirazioni.

Ma come farlo?

Entra qui in gioco l’educazione, meglio se basata sul dialogo e sull’ascolto e non su modelli autoritari che ormai fanno parte del passato. I giovani devono sentirsi parte della comunità, già a partire dal contesto scolastico, e non emarginati o giudicati. In modo simile, gli adulti non possono limitarsi ad osservare il disagio giovanile da lontano, magari delegando la ricerca di soluzioni agli esperti. Le famiglie devono tornare a svolgere una funzione educativa alla quale per troppo tempo hanno rinunciato. Non si tratta, insomma, di sorvegliare e punire, bensì di scommettere sul futuro dei giovani e dar loro la fiducia di cui hanno bisogno per esprimersi. E tornare a desiderare.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Geronimo Stilton a scuola: presentato il quaderno operativo per tutte le classi della scuola primaria, dalla prima alla quinta

Geronimo Stilton a scuola

Da ormai 25 anni Geronimo Stilton non è solo un personaggio di libri per ragazzi, ma un compagno di avventure per diverse generazioni. Nato dalla creatività di Elisabetta Dami, il topo giornalista più famoso d’Italia ha accompagnato migliaia di bambini nella scoperta di valori come l’amicizia, la curiosità, il coraggio. Oggi il suo mondo narrativo si apre anche all’ambito scolastico, grazie alla collaborazione con il Gruppo Editoriale ELi. La casa…

Studenti promossi solo perché vivi? Il mondo fuori è molto più duro. Non serve lamentarsi, bisogna studiare

Studenti promossi

Gli ultimi anni hanno visto un cambiamento radicale della scuola italiana. Se per alcuni si è adattata alle nuove tecnologie e alla nuova contemporaneità, per altri è diventata troppo semplice. E non si tratta del classico “si stava meglio prima”, quanto del modo in cui la scuola prepara gli studenti al mondo. Ne parla Roberto Burioni che, in un post sui social , nel suo stile diretto critica chi giudica…

Il senso di colpa è diventato senso di inadeguatezza, come la velocità dei social ha cambiato la depressione nei giovani

senso di colpa

Umberto Galimberti torna a parlare della crisi che attraversa le nuove generazioni, un disagio profondo che non nasce più soltanto dal complicato rapporto con il mondo adulto ma da un contesto dominato dalla tecnica. In un recente intervento per Feltrinelli Editore , il filosofo e psicanalista ha spiegato come il tradizionale senso di colpa alla base della depressione si stia trasformando in senso di inadeguatezza. Soprattutto nei giovani che, immersi…

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

scuola trasformata in progettificio

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” , il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento. Le sue parole si iscrivono all’interno di un…

L’insegnante è una guida che accende fiducia e curiosità. Non deve fare il giudice ma essere una presenza positiva

insegnante è una guida

Quello fra docente e studente è un rapporto importantissimo, in particolare nel primo e nel secondo ciclo. Lungi dal rappresentare una semplice trasmissione di conoscenze, si tratta di un legame che incide sul modo in cui gli alunni percepiscono se stessi e il loro posto nel mondo. Proprio per questa ragione, anche la figura dell’insegnante oggi sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Lo ricorda Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia…

Alla secondaria troppe lezioni frontali? L’invito: “I prof imparino la didattica aperta dalle maestre della primaria e dell’infanzia”

troppe lezioni frontali

La lezione frontale è da sempre uno dei pilastri della didattica scolastica: è riconoscibile e rassicurante, persino familiare. Non sorprende quindi che il 70% dei docenti la utilizzi ancora come metodologia principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui si muove oggi la scuola è estremamente complesso e dinamico: la società cambia e con essa gli studenti, che necessitano di un apprendimento più interattivo e dinamico rispetto al passato….

L’Australia è il primo paese al mondo ad aver vietato i social ai minori di 16 anni

primo paese al mondo ad aver vietato i social

Si è parlato tanto del divieto di usare lo smartphone a scuola, ormai diventato operativo, ma la questione non si ferma qui. Molti Stati, Italia compresa, stanno valutando ulteriori restrizioni, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei più giovani e garantire un approccio più consapevole alla tecnologia. A tale proposito, l’Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni. Si tratta di…

Un insegnante ha teso una trappola per scoprire se i suoi studenti copiavano usando l’IA. I risultati sono stati scioccanti

insegnante ha teso una trappola

Gli studenti hanno imparato ben presto a utilizzare l’intelligenza artificiale, soprattutto per aiutarsi con i compiti assegnati dagli insegnanti, in modi più o meno corretti. Il fenomeno tocca anche le università: negli Stati Uniti un docente è infatti riuscito a scoprire che quasi metà dei suoi studenti aveva usato ChatGPT. Se, come riporta HuffPost , l’insegnante ha utilizzato un vero e proprio “Cavallo di Troia”, a colpire è l’incapacità degli…

4 alunni su 10 usano ChatGpt anche quando sono tristi perché “ascolta senza giudicare”

IA anche quando sono tristi

L’intelligenza artificiale è ormai da diverso tempo uno strumento di studio e lavoro, creatività e svago, tanto da aver generato un dibattito sui suoi effetti a medio e lungo termine. Se per alcuni l’IA ci rende più stupidi, per altri si tratta di un futuro sempre più vicino al quale bisogna prepararsi. Per i giovani, invece, l’intelligenza artificiale è molto di più che uno strumento. A dirlo con chiarezza è…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X