La Camera dei Deputati
ha approvato l’istituzione della Settimana nazionale della scrittura a mano. L’iniziativa è pensata per promuovere la scrittura manuale e l’uso del corsivo nelle scuole e nella società e si svolgerà dal 15 al 21 gennaio di ogni anno.
Il tema della scrittura manuale torna al centro del dibattito pubblico in un momento in cui i dispositivi digitali e l’intelligenza artificiale sembrano inarrestabili e sempre più presenti nella vita quotidiana. Da questo punto di vista, l’approvazione da parte della Camera vuole contrastare la progressiva scomparsa della scrittura a mano e dell’uso del corsivo.
Ma basterà?
Tutela culturale e sviluppo cognitivo
L’obiettivo dichiarato della legge è chiaro: valorizzare la scrittura a mano, con particolare attenzione al corsivo, riconoscendone il valore culturale e formativo. Il testo approvato richiama il ruolo storico della calligrafia nella tradizione italiana ma ne sottolinea, al tempo stesso, i benefici sul piano cognitivo.
Non si tratta quindi di mera nostalgia, ma di un approccio che vede nella scrittura a mano molto di più che una semplice attività manuale. Un recente studio, per esempio, ha evidenziato come scrivere a mano possa attivare le aree cerebrali legate alla memoria, alla comprensione del testo e alla capacità di apprendimento.
Questo aspetto è particolarmente importante nel contesto della scuola primaria, dove i bambini imparano le basi che li accompagneranno per tutta la vita e costruiscono le prime competenze di lettura, scrittura e comprensione.
Il provvedimento approvato alla Camera parla anche di una dimensione “personologica” della scrittura a mano. Ogni grafia è infatti unica ed esprime identità e creatività, al contrario della scrittura digitale che è per sua natura standardizzata.
La Settimana nazionale della scrittura a mano a scuola
La Settimana nazionale della scrittura a mano nasce quindi con una doppia funzione: culturale da una parte, promozionale dall’altra. La norma approvata dalla Camera coinvolge tutte le istituzioni, che potranno promuovere convegni, incontri pubblici, laboratori e iniziative dedicate alla scrittura manuale. Ma non è tutto.
Alle scuole di ogni ordine e grado, infatti, è assegnato un ruolo centrale. Gli istituti potranno organizzare percorsi didattici, laboratori di calligrafia e attività sul corsivo, integrando queste iniziative nei piani dell’offerta formativa. Certo, alcune scuole già si sono mosse in tal senso, ma la Settimana nazionale fornirà un quadro più strutturato e strumenti utili per sviluppare nuove iniziative.
Allo stesso tempo, l’istituzione della Settimana nazionale della scrittura a mano non si contrappone all’uso della tecnologia a scuola. Se però negli ultimi anni si è assistito a un progressivo abbandono delle metodologie tradizionali, è giusto recuperare ciò che si è perso senza rinunciare a ciò che si è ottenuto.
I prossimi passi della legge
Come dicevamo, ad approvare la Settimana nazionale della scrittura a mano è stata la Camera dei Deputati. Il provvedimento dovrà ora passare al Senato per l’approvazione definitiva, e soltanto allora la ricorrenza entrerà a far parte del calendario civile.
Se dal punto di vista normativo rimane poco da aggiungere, il dibattito va oltre l’iter parlamentare e abbraccia una questione molto più profonda. Il punto è infatti come conciliare la scrittura a mano, e i suoi innegabili benefici, con le competenze digitali che oggi sono così importanti.
Un apprendimento efficace oggi non passa soltanto per la tecnologia digitale, che anzi può avere effetti deleteri a determinate condizioni, ma anche per un approccio più analogico. Qui il movimento e la lentezza, la creatività e l’espressione della scrittura a mano offrono benefici che forse non sono immediati. Ma che diventano parte integrante di una mente curiosa e consapevole, per tutta la vita.









