“Quando ero ragazzina detestavo le gite scolastiche”. Inizia così l’aneddoto che Bruna Bianco, coautrice insieme a Rosaria Polita del nuovo sussidiario “Direzione Letture Plus” edito La Spiga del Gruppo Editoriale ELi, racconta nei loro corsi di formazione. “A queste parole i docenti di solito svengono sulla sedia” dice Bruna divertita, quindi svela loro il motivo, “perché sapevo che, il giorno dopo, ci sarebbe stato il tema e quel pensiero mi rovinava tutto!”.
Quanti alunni esclamerebbero “anch’io”? Molti, se non tutti, e forse anche qualche docente, ripensando alla propria infanzia. Sì perché il compito, in alcuni casi, rovina il piacere di apprendere.
Bruna e Rosaria sottolineano sempre l’importanza di far sentire l’alunno libero di vivere un’esperienza didattica senza che questa debba essere necessariamente seguita da un compito, perché è la libertà che accende il desiderio di apprendere. Ma come fare? Ad esempio attraverso l’amore per la lettura che, come il metodo di studio, non si insegna ma si acquisisce attraverso l’esempio.
A questo proposito Bruna e Rosaria riportano la loro esperienza di lettura silenziosa in classe: “Quello che facevamo sempre con i bambini era di dedicare, durante la settimana, un po’ di tempo, ad esempio dieci minuti, un quarto d’ora, un’ora a volte, alla lettura libera. Ciascun bambino leggeva quello che voleva, poteva anche essere un fumetto o l’album delle figurine, qualsiasi cosa, e in quei minuti anche noi insegnanti leggevamo quello che volevamo”. Raccontano che, prima di farlo, ovviamente facevano una riunione preliminare con i genitori in cui spiegavano perché un giorno avrebbero portato o a scuola una rivista o la settimana enigmistica, un giornale o un libro. In classe “chi voleva poteva anche non leggere ma la regola era che non si doveva disturbare nessuno, a meno che non fosse una questione urgente. Quello era un momento sacro”.
A quel punto si creava l’effetto imitazione e accadeva la magia. “Quando i bambini vedevano che gli altri leggevano e anche l’insegnante leggeva e non faceva domande come, ti è piaciuto oppure no, cosa hai letto, come l’hai scelto, niente nella maniera più assoluta, allora vedevamo accendersi pian piano l’amore per la lettura. Alla fine tutti leggevano e lo potevano fare come preferivano, al banco o nell’angolo con i cuscini che avevamo creato”.
Le autrici suggeriscono, a volte, di fare utilizzare i testi che ci sono nei sussidiari senza dare degli esercizi, per dimostrare che si può leggere non sempre e per forza lavorando. I loro sussidiari
sono improntati al piacere della lettura, a questo proposito non vengono presentate solo le tipologie testuali ma sono stati inseriti dei brani, come ad esempio le “Letture per crescere”, che affrontano varie tematiche vicine alla vita dei bambini, alle loro life skills, suscitando le riflessioni attraverso domande. “Cappuccetto rosso è entrato nel bosco per andare a trovare la nonna, secondo te cosa ha pensato, tu cosa avresti provato?”.

È importante, ogni tanto, offrire delle letture che facciano sentire il bambino protagonista, senza la vivisezione della tipologia testuale. Bruna e Rosaria sostengono da sempre che, per guidare alunne e alunni nella direzione corretta, lo studio delle diverse tipologie testuali non debba essere fine a sé stesso, ma piuttosto uno strumento attraverso cui autori e autrici riescono a presentare in modo coinvolgente vari argomenti, dando voce a sentimenti ed emozioni. “Conoscere le tipologie è come il menù che tu consulti per ordinare al ristorante quello che ti piace ma poi quando ti arriva il piatto devi anche poterlo gustare senza pensare a quello che c’è dentro, agli ingredienti”. Come nelle pagine a cura di Cristina Dell’Acqua, “Parole per emozionare”, dove la maestra Margherita fa entrare alunni e alunne nella sua biblioteca con il tetto di cristallo e racconta loro i miti collegandoli alle emozioni.
La lettura rappresenta uno dei mezzi più efficaci per acquisire conoscenze e sviluppare competenze linguistiche, logiche e di comprensione del testo, le autrici descrivono la lettura come “una bacchetta magica che consente agli alunni non solo di conoscere, ma anche di sognare, immaginare, vivere avventure, riflettere sui messaggi che ciascun racconto e ciascun libro forniscono”. Le autrici ribadiscono che per far nascere nei bambini l’amore per la lettura è fondamentale che essa venga percepita come un’attività piacevole, capace di offrire conoscenza ma anche coinvolgimento emotivo. I bambini tendono a immedesimarsi nei personaggi, nelle vicende e nelle situazioni raccontate nei testi. Attraverso le parole riescono a visualizzare nella loro mente ciò che accade nella storia. Sviluppare la loro intelligenza emotiva e visiva li aiuta a comprendere come immergersi nella lettura, trasformandola in un’esperienza gratificante e divertente.
Leggere contribuisce inoltre a mantenere allenate importanti funzioni cognitive, come la memoria, la concentrazione e il ragionamento: abilità fondamentali per sviluppare il pensiero critico, comprendere la realtà e costruire un solido metodo di studio.

DIREZIONE LETTURE PLUS
I volumi delle Letture sono organizzati per tipologie testuali con attività mirate soprattutto ad analisi e comprensione. Ogni sezione si chiude con 6 pagine tematiche “Letture per crescere”, collegate alla tipologia, che propongono ricadute operative sulle life skills. È presente un percorso specifico di educazione all’ascolto per lavorare su concentrazione e comprensione. Le pagine “Parole per emozionare”, curate da Cristina Dell’Acqua, collegano mito ed emozioni. L’impianto include anche strumenti dedicati a grammatica e consolidamento, con Laboratorio di Grammatica e Quaderni delle verifiche che supportano valutazione e autovalutazione lungo l’anno.
Nei loro corsi di formazione, le autrici raccontano spesso questo episodio: “Quando noi maestre facevamo le riunioni di raccordo con la scuola secondaria, i professori ci dicevano che non avevamo insegnato un metodo di studio e questa cosa ci faceva arrabbiare perché un metodo di studio non si insegna ma si acquisisce, nessuno può insegnare ad un altro a studiare perché ognuno ha la propria personalità”. Bruna e Rosaria utilizzano un’efficace metafora: “È come imparare ad andare in bicicletta, all’inizio hai bisogno delle ruotine e dell’adulto che ti dà sicurezza ma sei tu che deve sapere come pedalare, con quale intensità, come girare il manubrio per andare avanti, io posso darti gli aiuti ma sei tu che devi scegliere la tua strada”.
Quando l’alunno avrà acquisito un metodo di studio efficace per lui, riuscirà a comprendere meglio qualsiasi testo e la comprensione accrescerà in lui il piacere di leggere e l’amore per la lettura. Se l’alunno si sentirà libero, l’esperienza dell’apprendere, che sia la lettura o una gita scolastica, verrà associata ad un ricordo piacevole che lo accompagnerà per tutta la vita.









