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Un alunno disabile su 3 subisce violenze su internet

Il cyberbullismo è un problema sempre più diffuso fra i giovani e, in particolar modo, fra gli studenti. Si tratta di una fenomeno dovuto alla crescente digitalizzazione della società, che ha radicalmente cambiato le piattaforme social e le app di messaggistica, ma che ha conseguenze più profonde.

A subire atti di cyberbullismo sono infatti tantissimi ragazzi con disabilità, come conferma un report della Cyber Security Foundation, associazione impegnata nella diffusione della cultura della sicurezza digitale. Secondo i dati dell’istituto, oltre il 35% è vittima di attacchi online o forme di violenza verbale, psicologica e sessuale. Vediamo qual è la situazione attuale e perché è fondamentale investire in progetti di formazione ad hoc, come per esempio #altuofianco Sostegno.

Il 35% dei giovani con disabilità

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Presentati a Roma durante un evento dedicato, i dati raccolti dalla Cyber Security Foundation link esterno evidenziano una realtà preoccupante. Più di un terzo dei ragazzi con disabilità ha subito almeno un episodio di cyberbullismo su social media o app di messaggistica. Messaggi offensivi, esclusione da gruppi, minacce e persino ricatti psicologici costituiscono un pericolo concreto per chi già vive una condizione di fragilità.

Nel contesto italiano, peraltro, si tratta di un problema sistemico: più di 10 milioni di persone hanno subito violazioni informatiche. Nel 32% dei casi le vittime fanno parte della Generazione Z, un rischio che aumenta per i giovani con disabilità, soprattutto per la mancanza di un’adeguata formazione.

Da questo punto di vista, l’obiettivo dell’indagine condotta dalla Cyber Security Foundation è chiaro: fornire strumenti concreti perché i ragazzi disabili possano difendersi dalle minacce del web, aumentando la consapevolezza sui rischi connessi a social media e app di messaggistica.

I rischi del web per le persone con disabilità

Come dicevamo, il cyberbullismo è la forma virtuale del bullismo e avviene tramite mezzi digitali, soprattutto all’interno dei social media e con le app di messaggistica. Insieme a phishing e truffe, furti di identità e adescamenti, costituisce uno dei principali rischi del web, soprattutto per i giovani con disabilità. A tale proposito, interviene il fondatore e presidente della Cyber Security Foundation Marco Gabriele Proietti:

I dati sulle violazioni digitali parlano chiaro: le persone con disabilità sono tra le più esposte ai pericoli del web, eppure sono spesso escluse dai percorsi di educazione alla sicurezza informatica. […] In un’epoca in cui la digitalizzazione permea ogni aspetto della vita quotidiana, le persone con disabilità si trovano spesso ad affrontare barriere invisibili ma insidiose, che ne limitano la sicurezza e l’autonomia online.

Se negli ultimi anni l’inclusione scolastica ha fatto enormi passi avanti, soprattutto con iniziative come i “Racconti di CamminAutismo”, è fondamentale investire anche nella sicurezza delle persone con disabilità nelle interazioni online. Ma come?

cosa deve fare la scuola

Per trovare una soluzione è quindi importante affrontare il problema alla radice, ossia partire da un’educazione digitale nelle scuole che sappia anche proporre un approccio inclusivo. Un esempio concreto è il progetto #altuofianco Sostegno, promosso dal Gruppo Editoriale ELi e da Il mondo di Diegosauro, associazione fondata da Sonia Salvatore, madre di un bimbo con autismo che ha deciso di trasformare la propria esperienza in un’opportunità per aiutare altre famiglie e altri bambini.

L’iniziativa #altuofianco Sostegno vuole infatti offrire risorse didattiche specificamente pensate per i bambini con bisogni educativi speciali, con l’obiettivo di rendere l’apprendimento più accessibile e inclusivo. In particolare, un aspetto innovativo è l’integrazione della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, un sistema che aiuta chi ha difficoltà nell’espressione verbale a comunicare in modo efficace.

Come si vede, il progetto promosso da Gruppo Editoriale ELi e “Il mondo di Diegosauro” vuole rappresentare un esempio per tutti quei bambini con disabilità che hanno bisogno di una formazione adeguata. Quest’ultima è infatti l’unica vera strada da percorrere se vogliamo che tutti gli studenti acquisiscano gli strumenti per affrontare in modo consapevole le insidie del web. E non lasciarsi sopraffare.

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