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21 marzo, giornata in memoria delle vittime delle mafie: parliamone a scuola con attività didattiche

Capaci, 23 maggio 1992. Alle 17.57 una carica esplosiva posizionata da alcuni attentatori mafiosi deflagra, provocando la morte del giudice Giovanni Falcone. Insieme a lui, altre quattro persone persero la vita. Spesso i loro nomi vengono dimenticati, così come quelli delle numerose altre vittime delle mafie. Un dolore straziante per i familiari. Da qui nasce l’iniziativa, promossa da Libera, di ricordare il 21 marzo di ogni anno i nomi e i cognomi di chi ha perso la vita ad opera degli aderenti associazioni mafiose.

Il primo giorno di primavera è dunque diventato, anche grazie al voto unanime della camera che, nel 2017, ha dato una veste ufficiale all’iniziativa link esterno, la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Grazie all’impegno dell’associazione di don Luigi Ciotti, già dal 1996, in numerose piazze italiane la giornata del 21 marzo è stata dedicata al ricordo di chi non ce l’ha fatta. Oltre alla memoria, però, uno dei grandi pilastri di Libera è l’impegno.

Attraverso la testimonianza di chi ha conosciuto e condiviso le lotte per la giustizia e la libertà insieme a coloro che, purtroppo, sono stati uccisi dalla violenza mafiosa, lo scopo della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie” è promuovere la costruzione di una società libera dalla corruzione e da ogni tipo di malaffare.

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Un impegno che non può esaurirsi e limitarsi ad una giornata soltanto, ma che chiede di essere declinato nella quotidianità, a partire dagli ambienti educativi, come la scuola.

A questo proposito mi pare significativo sottolineare il grande impegno profuso dal Gruppo Editoriale ELI per inserire, all’interno del proprio sussidiario 2022 “Letture in Viaggio“, uno spazio dedicato all’educazione alla legalità. Senza perdere di vista il proprio obiettivo, gli autori hanno abilmente inserito un vero e proprio percorso ad hoc intitolato Viaggio nella legalità, con i bambini e ragazzi che sono chiamati ad affrontarlo insieme ad alcuni personaggi di riferimento e che ha lo scopo di stimolare la riflessione su questa particolare tematica.

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Ricordare, lo diciamo spesso, non basta. Occorre un impegno concreto per far sì che certe dinamiche non si ripetano nel tempo. L’educazione alla legalità è uno degli strumenti più utili ed efficaci per poter guardare al futuro con fiducia e speranza.

Capaci, 23 maggio 1992. Educhiamo ed educhiamoci a far sì che non si ripeta mai più.

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