Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Gli insegnanti italiani sono i più “anziani” d’Europa, solo 1 su 4 è soddisfatto dello stipendio

Come ogni anno, il rapporto internazionale OCSE TALIS torna a fotografare lo stato della scuola e il mondo degli insegnanti. In particolare, i risultati mostrano lo stato della classe docente italiana in relazione all’età, allo stipendio e alla soddisfazione personale. Un quadro che non possiamo certo definire sorprendente.

Gli insegnanti italiani sono infatti i più anziani d’Europa, con un’età media di 48 anni e quasi la metà che ha superato i 50. Allo stesso tempo, però, la grande maggioranza ama il proprio lavoro nonostante non sia per nulla soddisfatta della retribuzione. Una contraddizione che ben racconta luci e ombre della nostra scuola.

La classe docente più anziana d’Europa

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Il dato più evidente del rapporto TALIS 2024 riguarda il rapporto fra i generi all’interno della classe docente italiana e l’età media degli insegnanti. Nel primo caso, infatti, l’insegnamento resta una professione a grande prevalenza femminile: quasi quattro docenti su cinque sono donne, un valore superiore alla media OCSE.

Nel secondo caso, come accennato in introduzione, il 49% degli insegnanti italiani ha più di 50 anni, mentre soltanto il 3% non supera i 30. Si tratta di una differenza abissale che, pur non costituendo un dato di per sé problematico, indica il sintomo di un ricambio generazionale che non riesce a decollare.

Un discorso simile si può fare anche nei riguardi della digitalizzazione della scuola, di cui tanto si è parlato negli ultimi anni. Al netto di intelligenza artificiale a scuola e smartphone vietati in classe, ad oggi solo il 5% delle scuole dichiara di aver svolto almeno una lezione online o ibrida, contro il 16% della media OCSE.

La stessa IA viene impiegata in modo molto limitato: la utilizza soltanto il 25% dei docenti per organizzare le lezioni, creare materiali didattici e in generale supportare la didattica. Ma c’è poco altro: proprio di recente, una preside ha criticato il divieto di usare lo smartphone a scuola, che al contrario rende più dinamiche le lezioni.

LEGGI ANCHE
La scuola estone è la migliore d’Europa e la ministra dell’istruzione svela il suo segreto

Meno di un docente su quattro è felice dello stipendio

Dopo l’anzianità della classe docente, sintomo di uno scarso ricambio generazionale, arriva anche la questione della retribuzione. Secondo i dati del rapporto TALIS 2024, soltanto il 23% degli insegnanti italiani si dice soddisfatto del proprio stipendio: qui la media OCSE tocca il 40%. D’altronde, non è un caso che in Italia la retribuzione dei docenti sia fra le più basse d’Europa.

La poca soddisfazione economica si riflette tuttavia anche sul prestigio sociale della professione, al netto delle voci critiche come quella di Umberto Galimberti. Se il filosofo lombardo lamenta un paradossale disinteresse degli insegnanti per l’insegnamento, i dati OCSE dicono tutt’altro:

  • solo il 14% ritiene che la propria figura sia apprezzata in società;
  • il 94% si sente inascoltato da chi prende le decisioni politiche;
  • appena il 22% dichiara incontri mensili con le famiglie.

Il quadro denota una scarsa collaborazione con le famiglie ma, al contrario, una sana relazione con gli studenti. Il 98% dei docenti italiani afferma di avere un buon rapporto con i ragazzi, mentre l’86% percepisce anche un sano riconoscimento da parte loro. Certo, si tratta di percezioni, ma anche queste possono fornire informazioni preziose sullo stato di una professione.

la REALE vita dei docenti italiani

Più di un docente su due, il 56% per essere precisi, lamenta un eccessivo carico amministrativo. E non è un caso, dal momento che la burocrazia è ormai da anni vista come uno dei principali problemi dell’insegnamento. Il carico burocratico è effettivamente una delle principali fonti di stress dei docenti italiani, tanto da portare a chiedersi “ma chi te lo fa fare di insegnare?”.

Una domanda complessa, alla quale tuttavia molti trovano una risposta concreta: soltanto il 10% si definisce molto stressato. Allo stesso tempo, infatti, il 96% degli insegnanti italiani si dice contento del proprio lavoro, ma vorrebbe un continuo aggiornamento professionale. D’altronde, perché la scuola sappia adattarsi ai continui cambiamenti della società serve una classe docente in grado di interpretare il presente.

La scuola italiana è viva, insomma, ed è fatta di dedizione e competenza, di passione e abnegazione. Purtroppo, ci sono anche ritardi strutturali e un mancato riconoscimento della figura dei docenti, ancora oggi poco valorizzati dalla loro stessa istituzione. Ecco, forse è questo il messaggio del rapporto OCSE TALIS 2024: l’autorevolezza di chi insegna non si costruisce con i decreti ma con il tempo, il rispetto e la fiducia.

È di questo che la scuola italiana ha bisogno. E non soltanto oggi.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Oggi 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità perché “non esiste progresso senza inclusione”

Giornata internazionale delle persone con disabilità

Si celebra oggi, 3 dicembre 2025, la Giornata internazionale delle persone con disabilità. È un appuntamento che esiste dal 1981, quando le Nazioni Unite hanno deciso di dedicare un giorno alla consapevolezza sui diritti e sul benessere delle persone con disabilità. Dal 1993 questa ricorrenza è riconosciuta anche a livello europeo e si inserisce nel più ampio percorso verso l’inclusione, un impegno che negli anni è diventato sempre più concreto…

Negli Stati Uniti quasi un docente su dieci si è licenziato per migliorare qualità della vita e stipendio. E in Italia?

migliorare qualità della vita

L’insegnante è una figura estremamente importante nel percorso di crescita degli studenti e, indirettamente, nel progresso della società tutta. Nonostante ciò, spesso si tratta di un mestiere sottovalutato e sminuito, a cui non si riconosce il dovuto rispetto e dal quale di frequente si finisce per fuggire. A far riflettere sono anche i numeri di una recente indagine, condotta negli USA, secondo cui negli ultimi anni quasi un docente su…

ChatGPT in mano agli studenti può essere una scorciatoia e non una risorsa, il prof della Fisica che Ci Piace: “Non sono tranquillo, vi spiego i rischi”

ChatGPT in mano agli studenti

Da diverso tempo ormai l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato la nostra vita quotidiana, dal lavoro allo svago. Secondo Bill Gates l’IA porterà ad una settimana lavorativa di 2-3 giorni nel giro di un decennio, mentre Paesi come la Cina hanno già previsto l’insegnamento a scuola. Proprio l’ambito della scuola, uno dei più colpiti dall’innovazione, ha visto molte voci critiche nei confronti dell’intelligenza artificiale, fra cui spicca quella di Vincenzo Schettini. Secondo…

La denuncia di una docente con 35 anni di insegnamento: “La scuola è vecchia, nozionistica e ripetitiva”

La scuola è vecchia

Non sono certo poche le criticità della scuola italiana, fra problemi che riguardano la didattica e difficoltà del rapporto con le famiglie. Per esempio, ci si chiede sempre più spesso se abbia ancora senso dare i voti, e quale sia il loro significato, o quali siano i vantaggi della classica lezione frontale. Nel dibattito interviene una docente con 35 anni di esperienza che, in riferimento agli studenti che hanno deciso…

Quattro studenti su dieci non superano le competenze minime in italiano e in matematica. La Sicilia con il dato più critico

competenze minime in italiano

Il nuovo Rapporto BES conferma alcuni segnali di ripresa negli indicatori nazionali legati a istruzione e formazione, ma continua a mostrare un profondo squilibrio. Secondo l’indagine ISTAT sul Benessere Equo e Sostenibile, infatti, l’Italia si conferma un Paese a due velocità. I problemi iniziano già dai primi anni di vita, ancora prima della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, ma diventano ancora più presenti nel corso della scuola secondaria. Grande…

Bisogna vietare il cellulare sotto i 14 anni e i social sotto i 16, la scuola senza smartphone è una grande opportunità

vietare il cellulare

Quando si parla di disagio giovanile vengono subito in mente alcune possibili cause, come le dinamiche disfunzionali in famiglia e il mancato ruolo della scuola. Fra le ragioni di un fenomeno sempre più diffuso c’è tuttavia anche l’abuso delle nuove tecnologie, e nello specifico l’abuso dello smartphone. Affronta la questione lo psicoterapeuta Alberto Pellai, intervistato dal Corriere della Sera , secondo cui è necessario vietare il cellulare sotto i 14…

Gli studenti giocano con la carta igienica nei bagni, la decisione del liceo Paleocapa: “La ritiriamo. Gli studenti se la porteranno da casa”

studenti giocano con la carta igienica

Il liceo scientifico Paleocapa di Rovigo ha deciso di contrastare i continui atti di vandalismo da parte di alcuni studenti in modo drastico. Per un mese, infatti, gli studenti dovranno portare la carta igienica da casa o richiederla ai collaboratori in caso di emergenza. Anche se il provvedimento può anche far sorridere, si tratta di un problema molto serio. Per settimane, alcuni studenti hanno continuato ad abusare della carta igienica…

Una scuola ha oscurato il registro elettronico, voti scolastici coperti per evitare lo stress negli studenti

scuola ha oscurato il registro elettronico

Il registro elettronico accompagna la vita quotidiana di studenti, insegnanti e famiglie ormai da diversi anni. Magari per alcuni rappresenta uno strumento utile e moderno, eppure per molti è ormai il simbolo di un’ossessione da controllo che finisce per aumentare ansia e stress, dentro e fuori le aule. Proprio per trovare una soluzione, un liceo in provincia di Agrigento ha scelto di “oscurare” i voti del registro elettronico, rendendoli visibili…

Un insegnante su tre non va d’accordo con i colleghi, per il 47,5% la soluzione è non averci nulla a che fare

Un insegnante su tre non va d'accordo con i colleghi

Fare l’insegnante non è mai stato un mestiere semplice, ma oggi assume sempre più i contorni di un’impresa. Fra conflitti con le famiglie e burocrazia infinita, retribuzione fra le più basse d’Europa, alto rischio di burnout, i docenti italiani si trovano spesso schiacciati, con troppe responsabilità e poca considerazione. Ad un quadro già sconfortante si aggiungono anche le conclusioni di un report del Centro di Psicologia Ulisse, dal titolo “L’insostenibile…

Una scuola italiana introduce l’ora settimanale dell’Intelligenza Artificiale, è Manduria in Puglia

ora settimanale dell'intelligenza artificiale

Da anni ripetiamo che la scuola deve imparare a leggere e interpretare il proprio tempo, se vuole svolgere la sua funzione in modo efficace. Ciò significa oggi confrontarsi anche con l’intelligenza artificiale, che va vista non tanto come un nemico da cui difendersi ma come uno strumento da utilizzare in modo consapevole. Ed è proprio questa la direzione intrapresa da una scuola secondaria di secondo grado pugliese, che da poco…

Hai visto la novità?

X