Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

La scuola estone è la migliore d’Europa e la ministra dell’istruzione svela il suo segreto

Qual è il sistema scolastico migliore in Europa? Di certo non è quello italiano, da diversi anni ormai in crisi e con un grande bisogno di trovare una strada efficace nel confronto con la modernità. Molti direbbero quello finlandese, alla cui scuola da tempo si guarda anche qui in Italia.

Secondo i dati del rapporto OCSE PISA link esterno, invece, il sistema scolastico migliore in Europa si trova in Estonia. È pubblico e gratuito, altamente organizzato e tecnologicamente avanzato, come conferma la relazione. Ma qual è il suo segreto?

Ne parla la Ministra dell’Istruzione estone, Kristina Kallas, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera link esterno.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

La scuola migliore in Europa

Come ricorda la stessa Kristina Kallas, gli studenti estoni sono al primo posto in Europa per materie come matematica e scienze. E anche se nel 2022 hanno perso il primato nella lettura a favore dell’Irlanda, rimangono fra i migliori in assoluto. Tanto che, complessivamente, il migliore sistema scolastico d’Europa è proprio quello che si trova in Estonia.

Certo, un conto è gestire una scuola che conta oltre 7 milioni di studenti, come avviene in Italia, un conto è invece una scuola con meno di 200 mila studenti. L’Estonia, ricorda la Ministra dell’Istruzione, affronta tuttavia altre sfide:

Siamo un piccolo Paese, abbiamo una lingua che non è diffusa altrove e abbiamo il trenta per cento della popolazione che a casa parla ancora il russo. In più un sistema scolastico ha dei costi che sono fissi per tutti.

Ciascun sistema ha i propri problemi ma, secondo Kristina Kallas, il segreto della scuola estone e del suo successo starebbe non tanto nella scala, quanto nell’organizzazione. E i dati OCSE PISA lo confermano: il 13% degli studenti eccelle in matematica, in Italia solo il 7%; il 12% non raggiunge la sufficienza, contro il 31% in Italia. Un dato che fa riflettere.

Perché la scuola estone funziona?

Stando all’analisi di Kristina Kallas, sono diverse le ragioni che hanno contribuito al successo della scuola estone, certificato anche dai dati OCSE PISA. Questi i principali fattori:

  • Attenzione alla prima infanzia. Prima dei sette anni, i bambini frequentano scuole materne in cui non si insegnano competenze specifiche ma si lavora su sviluppo sociale, autonomia e auto-organizzazione.
  • Autonomia scolastica e docenti preparati. L’autonomia delle scuole è un pilastro in Estonia, e permette a ciascuna istituzione di scegliere liberamente docenti altamente qualificati in pedagogia.
  • Tecnologia e pragmatismo. L’Estonia è uno dei Paesi più digitalizzati al mondo, e pertanto è naturale integrare la tecnologia nel sistema scolastico in modo consapevole ed efficace.

Infine, il sistema scolastico estone adotta anche un particolare approccio all’inclusione e alla coesione sociale: gli studenti frequentano le scuole del loro quartiere indipendentemente dai risultati scolastici. Con alcune ricadute tutt’altro che banali sul lungo periodo: vediamo in che senso.

Uguaglianza e creatività

Parla del successo della scuola estone anche Gunda Tire, responsabile delle valutazioni internazionali e del progetto nazionale PISA/TALIS, in seno al Consiglio per l’istruzione e la gioventù dell’Estonia. Si tratta di un risultato dovuto, innanzitutto, alla storia e alla geografia del Paese europeo:

Abbiamo avuto svedesi, danesi, russi, tedeschi, molte persone che andavano e venivano. Gli estoni, se volevano sopravvivere, dovevano essere intelligenti e capivano che l’istruzione li avrebbe portati avanti. Lo stesso è accaduto quando eravamo sotto occupazione sovietica.

Ma non è tutto qui, perché proprio l’uguaglianza menzionata nel paragrafo precedente gioca un ruolo fondamentale nell’istruzione. Quasi tutti i bambini frequentano la scuola materna pubblica, che riceve moltissime sovvenzioni dallo Stato e contribuisce a ridurre le disuguaglianze fra i bambini. Di conseguenza, quando essi arrivano nei successivi gradi scolastici, mantengono una base comune.

Vecchi problemi e nuove prospettive

Colonna portante dell’intero sistema scolastico, poi, è anche l’efficace organizzazione delle risorse e della didattica in generale. Ad essere diverso rispetto all’Italia è proprio l’approccio alle diverse anime della scuola, come per esempio:

  • il ricorso alla tecnologia, che in Estonia è ormai diffuso da quasi 30 anni e non secondo compartimenti stagni, bensì integrando le competenze digitali in quasi tutte le materie;
  • l’equilibrio fra materie tecniche e materie creative, entrambe utili per lo sviluppo dell’individuo e in grado di dare il massimo se coesistono all’interno degli stessi percorsi di studio;
  • l’accento sulle competenze non cognitive a scuola e l’importanza del benessere mentale, che si esprime anche in un carico bilanciato in occasione degli esami.

Proprio l’attenzione alle competenze non cognitive, aspetto sul quale l’Italia sta ancora muovendo i primi passi, mostra qual è il segreto del successo del sistema estone. Una scuola che tende a conoscere i suoi studenti, che li aiuta ad esprimere le loro potenzialità, non può che costruire su basi solide il futuro tanto dei giovani quanto della sua stessa società. E ciò, nonostante i punti deboli e i miglioramenti possibili.

Libertà degli insegnanti, libertà della scuola

Ovviamente, anche in Estonia la scuola ha dei problemi, come conferma al quotidiano inglese The Guardian link esterno il dirigente scolastico di un liceo:

Ogni giorno c’è un episodio in cui dobbiamo parlare con gli studenti su come rispettare gli altri e come comportarsi. Abbiamo alcuni studenti sui quali dobbiamo vigilare di più e lavoriamo molto con i genitori, ma complessivamente penso che gli studenti tendano ad apprezzare l’ambiente.

Questi problemi si affrontano in modo ragionato e lasciando che i ragazzi stessi possano riflettere sul loro comportamento, anche durante le cosiddette “pause cerebrali”. Si tratta di pause dalle lezioni il cui scopo è permettere agli studenti di ricaricare le energie in modo organico alla lezione stessa.

Un discorso a parte merita invece la questione degli insegnanti, vista la grande carenza di docenti caratteristica del sistema scolastico estone. Eppure, da una parte gli insegnanti sono spesso oberati da carichi di lavoro troppo elevati mentre, dall’altra parte, la loro retribuzione è relativamente bassa. Una situazione nella quale anche l’Italia può riconoscersi.

Uno sguardo al futuro

L’importante risultato della scuola estone nell’indagine OCSE PISA è il frutto di diversi fattori, come abbiamo visto. Se da una parte può insegnare molto a un sistema molto più complesso come quello italiano, dall’altra deve anche affrontare le sfide del futuro, come:

  • un’estensione dell’obbligo scolastico fino a 18 anni;
  • un prolungamento dell’istruzione tecnica da 3 a 4 anni;
  • una migliore formazione generale che aiuti l’accesso all’università e al mondo del lavoro.

Insomma, il modello educativo estone è un ottimo esempio di come visione strategica, autonomia e attenzione al benessere degli studenti possano creare un sistema scolastico di successo. Forse però questo piccolo Paese europeo dimostra anche ciò che spesso qui in Italia è soltanto un ideale: la scuola è un investimento a lungo termine. Non serve a formare il presente degli studenti, ma il loro futuro.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Geronimo Stilton a scuola: presentato il quaderno operativo per tutte le classi della scuola primaria, dalla prima alla quinta

Geronimo Stilton a scuola

Da ormai 25 anni Geronimo Stilton non è solo un personaggio di libri per ragazzi, ma un compagno di avventure per diverse generazioni. Nato dalla creatività di Elisabetta Dami, il topo giornalista più famoso d’Italia ha accompagnato migliaia di bambini nella scoperta di valori come l’amicizia, la curiosità, il coraggio. Oggi il suo mondo narrativo si apre anche all’ambito scolastico, grazie alla collaborazione con il Gruppo Editoriale ELi. La casa…

Studenti promossi solo perché vivi? Il mondo fuori è molto più duro. Non serve lamentarsi, bisogna studiare

Studenti promossi

Gli ultimi anni hanno visto un cambiamento radicale della scuola italiana. Se per alcuni si è adattata alle nuove tecnologie e alla nuova contemporaneità, per altri è diventata troppo semplice. E non si tratta del classico “si stava meglio prima”, quanto del modo in cui la scuola prepara gli studenti al mondo. Ne parla Roberto Burioni che, in un post sui social , nel suo stile diretto critica chi giudica…

Il senso di colpa è diventato senso di inadeguatezza, come la velocità dei social ha cambiato la depressione nei giovani

senso di colpa

Umberto Galimberti torna a parlare della crisi che attraversa le nuove generazioni, un disagio profondo che non nasce più soltanto dal complicato rapporto con il mondo adulto ma da un contesto dominato dalla tecnica. In un recente intervento per Feltrinelli Editore , il filosofo e psicanalista ha spiegato come il tradizionale senso di colpa alla base della depressione si stia trasformando in senso di inadeguatezza. Soprattutto nei giovani che, immersi…

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

scuola trasformata in progettificio

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” , il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento. Le sue parole si iscrivono all’interno di un…

L’insegnante è una guida che accende fiducia e curiosità. Non deve fare il giudice ma essere una presenza positiva

insegnante è una guida

Quello fra docente e studente è un rapporto importantissimo, in particolare nel primo e nel secondo ciclo. Lungi dal rappresentare una semplice trasmissione di conoscenze, si tratta di un legame che incide sul modo in cui gli alunni percepiscono se stessi e il loro posto nel mondo. Proprio per questa ragione, anche la figura dell’insegnante oggi sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Lo ricorda Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia…

Alla secondaria troppe lezioni frontali? L’invito: “I prof imparino la didattica aperta dalle maestre della primaria e dell’infanzia”

troppe lezioni frontali

La lezione frontale è da sempre uno dei pilastri della didattica scolastica: è riconoscibile e rassicurante, persino familiare. Non sorprende quindi che il 70% dei docenti la utilizzi ancora come metodologia principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui si muove oggi la scuola è estremamente complesso e dinamico: la società cambia e con essa gli studenti, che necessitano di un apprendimento più interattivo e dinamico rispetto al passato….

L’Australia è il primo paese al mondo ad aver vietato i social ai minori di 16 anni

primo paese al mondo ad aver vietato i social

Si è parlato tanto del divieto di usare lo smartphone a scuola, ormai diventato operativo, ma la questione non si ferma qui. Molti Stati, Italia compresa, stanno valutando ulteriori restrizioni, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei più giovani e garantire un approccio più consapevole alla tecnologia. A tale proposito, l’Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni. Si tratta di…

Un insegnante ha teso una trappola per scoprire se i suoi studenti copiavano usando l’IA. I risultati sono stati scioccanti

insegnante ha teso una trappola

Gli studenti hanno imparato ben presto a utilizzare l’intelligenza artificiale, soprattutto per aiutarsi con i compiti assegnati dagli insegnanti, in modi più o meno corretti. Il fenomeno tocca anche le università: negli Stati Uniti un docente è infatti riuscito a scoprire che quasi metà dei suoi studenti aveva usato ChatGPT. Se, come riporta HuffPost , l’insegnante ha utilizzato un vero e proprio “Cavallo di Troia”, a colpire è l’incapacità degli…

4 alunni su 10 usano ChatGpt anche quando sono tristi perché “ascolta senza giudicare”

IA anche quando sono tristi

L’intelligenza artificiale è ormai da diverso tempo uno strumento di studio e lavoro, creatività e svago, tanto da aver generato un dibattito sui suoi effetti a medio e lungo termine. Se per alcuni l’IA ci rende più stupidi, per altri si tratta di un futuro sempre più vicino al quale bisogna prepararsi. Per i giovani, invece, l’intelligenza artificiale è molto di più che uno strumento. A dirlo con chiarezza è…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X