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APPRENDIMENTO

Leggere a voce alta, per gli alunni è come una palestra per il cervello

Quando si trattava di alzarsi e leggere in classe, all’improvviso, diventavamo tutti timidi. Tuttavia, la lettura a voce alta ha diversi benefici: aumenta la sicurezza in sé stessi, connette il lettore al suo pubblico, in particolare migliora il rapporto tra studente e insegnante, e aiuta a ricordare meglio i concetti appresi, favorendo un’elaborazione più attiva delle informazioni.

Lo studente, leggendo ad alta voce, prende confidenza con il proprio timbro, la modulazione del volume e assume sicurezza nel controllo del proprio corpo, sviluppando una maggiore consapevolezza espressiva e comunicativa. Ascoltandosi, inoltre, sfida la paura di esporsi in pubblico, assumendo un atteggiamento più maturo e strutturato. Leggere davanti alla classe è, insomma, un modo per comunicare con la classe e vincere la timidezza, ma anche per sviluppare competenze legate all’esposizione orale e alla gestione del gruppo classe.

LEGGERE A VOCE ALTA MIGLIORA L’AUTOSTIMA

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La lettura ad alta voce è un’occasione di cui l’insegnante può approfittare per conoscere meglio l’alunno, semplicemente ascoltandolo, anche in una prospettiva osservativa legata al processo di apprendimento. In questo modo, il docente può correggere tempestivamente i suoi errori, intervenendo su aspetti come la decodifica, la correttezza e la fluidità, e consigliargli esercizi per migliorare non solo la lettura, ma anche per risolvere le sue incertezze, inserendo l’attività all’interno di una logica di valutazione formativa.

La lettura a voce alta invita l’alunno a concentrarsi meglio su ciò che legge. Questo è utile in fase di studio, in quanto l’attività consente di mantenere alta l’attenzione più a lungo e ricordare meglio i concetti, favorendo una rielaborazione più profonda rispetto alla sola lettura silenziosa.

Questo perché, secondo la neurologia, l’apparato uditivo è direttamente collegato alle parti del cervello deputate alla memoria e alla comprensione. In termini più specifici, l’attivazione simultanea del canale visivo e di quello uditivo consente un maggiore coinvolgimento dei processi cognitivi. Leggere ad alta voce significa quindi ascoltare la propria voce e lasciare che i contenuti vengano immagazzinati meglio nella mente, rafforzando il consolidamento delle informazioni. L’attività è utile anche per collegare dei concetti, cosa che la sola lettura in silenzio non consente di fare con la stessa efficacia, proprio perché attiva un solo canale percettivo.

È proprio per questa ragione che molti sussidiari delle letture di quarta e quinta della scuola primaria, invitano gli alunni a svolgere attività ed esercizi con l’uso della propria voce. Questa pagina tratta dalla novità Direzione Letture Plus link esterno dell’editore La Spiga ne è una concreta dimostrazione:

Gli esperimenti sulla lettura ad alta voce

Due ricercatori, Colin MacLeod e Noah Farrin, hanno convocato 100 studenti universitari nell’ambito di uno studio sperimentale. Ai partecipanti è stato chiesto di leggere 80 parole utilizzando modalità differenti: in silenzio, in audiolibro, tramite la registrazione della propria voce o ad alta voce, così da confrontare diverse condizioni di apprendimento.

Gli studenti che avevano letto ad alta voce ricordavano meglio le 80 parole. Questo, secondo i ricercatori link esterno, perché si dà un’impronta personale a ciò che si legge e lo si ricorda meglio, grazie a un coinvolgimento attivo nei processi di produzione verbale. A confermare la teoria, è emerso che il secondo metodo più efficace è stato l’ascolto della propria voce registrata, che mantiene comunque attivo il canale uditivo e rafforza i meccanismi di memorizzazione.

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