Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
APPRENDIMENTO

Sono considerati “gli sport della mente”: dama e scacchi a scuola possono insegnare più di quanto si pensi

Il gioco è da sempre uno strumento utile per imparare, soprattutto quando ben integrato nella didattica. Che si tratti di un nuovo modo per insegnare la matematica o le competenze digitali, spesso sono gli studenti più giovani a beneficiare di questo approccio.

A Cesena, per esempio, un’iniziativa interessante ha coinvolto un’intera scuola media grazie al progetto “Dama a scuola”. L’idea? Usare la dama, tradizionale gioco da tavolo per due giocatori, non soltanto come passatempo bensì come attività educativa a tutto tondo. Vediamo come.

A scuola il torneo di dama

Narrativa per la secondaria

Leggi in classe con LeggerMENTE

Una collana coinvolgente per accompagnare gli studenti tra classici, racconti d’autore, attualità e percorsi tematici per la scuola secondaria.

leggermente la spiga

Il progetto del torneo di dama è partito, secondo quanto riporta Cesena Today link esterno, da una sola classe ma ha ben presto conquistato l’intero istituto romagnolo. A sfidarsi sono stati diciotto studenti, con in palio un posto alla fase regionale dei giochi giovanili di dama, ma non soltanto.

Il torneo, guidato dalla psicologa Elisabetta Ciracò e dal docente di educazione fisica Giacomo Arena, è diventato infatti un’occasione per affrontare temi come la fragilità emotiva e il disagio scolastico. Come conferma la stessa dirigente dell’istituto, le finalità del progetto sono state diverse, in particolare:

sviluppare e promuovere, attraverso il gioco sulla scacchiera, abilità di concentrazione, strategia, rispetto del turno di parola, ascolto attivo, attenzione alle mosse dell’altro, consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni nella più grande esperienza della vita

Insomma, il gioco diventa quindi fonte di apprendimento a tutto tondo, grazie al quale sviluppare anche le competenze trasversali degli studenti. Competenze che finalmente sono entrate in Gazzetta Ufficiale con una legge ad hoc, peraltro attesa da troppo tempo.

fa bene alla mente, ma non solo

Dietro la semplicità della dama si nasconde infatti un mondo di abilità cognitive e relazionali: non si tratta insomma di limitarsi a muovere delle pedine su una scacchiera. Al contrario, questo approccio vede il gioco come forma di divertimento consapevole e non soltanto come competizione, con effetti concreti e benefici molto più estesi. A confermarlo è la stessa Elisabetta Ciracò:

Vedere lo sport come un gioco piuttosto che come una competizione costante aiuta a mantenere viva la passione e ad evitare la pressione eccessiva che può derivare da obiettivi esclusivamente orientati al risultato. Questo approccio favorisce una mentalità positiva, incoraggia la partecipazione attiva e aiuta a costruire una relazione sana con i pari.

Fra le ricadute nella vita concreta di classe, infatti, non si possono non menzionare dinamiche più sane e in generale una quotidianità più serena. Il gioco fa bene alla mente, quindi, ma ha anche molti altri benefici.

Un modello di inclusione scolastica

L’indagine OCSE-PISA 2022 link esterno conferma che praticare giochi come dama e scacchi può migliorare le competenze logico-matematiche. Analisi delle mosse, previsione delle conseguenze e valutazione delle alternative sono tutte abilità che si riflettono infatti nella risoluzione dei problemi scolastici, e non.

Inoltre, la dama può anche diventare un modello di inclusione scolastica e un potente strumento per creare legami, abbattendo così barriere che relegano alcuni studenti ai margini delle attività di gruppo.

Il torneo dell’istituto di Cesena dimostra, insomma, come questo gioco non sia soltanto un passatempo ma uno strumento educativo completo. Capace di allenare la mente e rafforzare le relazioni interpersonali, la dama contribuisce a rendere la scuola un luogo più accogliente e inclusivo. Fino ad insegnare una delle lezioni più importanti in assoluto: ogni scelta può fare la differenza, e non soltanto su una scacchiera.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Scrivere bene dovrebbe tornare a essere la priorità della scuola

Scrivere bene

Scrivere resta uno degli apprendimenti fondamentali della scuola primaria. Nel 2026, però, ci troviamo in una fase di passaggio: dall’anno scolastico 2026/2027 le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo , adottate con il decreto 9 dicembre 2025, n. 221, vengono applicate gradualmente a partire dalle classi prime, mentre nelle classi intermedie già avviate continuano ad applicarsi le Indicazioni del 2012 fino alla conclusione del rispettivo percorso. Il quadro cambia, ma…

4 studenti su 5 usano l’IA tutti i giorni per fare i compiti

IA per fare i compiti

Si parla tanto di intelligenza artificiale a scuola, fra chi la teme e chi sta iniziando a utilizzarla. Tuttavia, per quanto innovativo e rivoluzionario possa sembrare, ogni discorso che riguarda l’IA rischia di diventare obsoleto in brevissimo tempo. A maggior ragione quando si parla dell’uso che ne fanno gli studenti. Lo confermano i dati dell’AI Index Report 2026 della Stanford University, secondo cui quattro studenti su cinque si affidano regolarmente…

In Italia si vive ancora nella povertà educativa, il 37% degli alunni vive in case senza libri e quasi una scuola su due non è accessibile agli studenti con disabilità motoria

povertà educativa

Quando si parla di scuola e istruzione, di solito ci si concentra sulla didattica e sull’insegnamento, o magari sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale. Spesso si finisce però per sottovalutare la questione della povertà educativa, un fenomeno complesso e stratificato che va affrontato in modo efficace. Ne parla il report “Misurare la povertà educativa”, realizzato dall’Istat , che ha l’obiettivo di indagare entrambe le facce di questo problema. Da una…

Dovremmo rassegnarci al fatto che sempre meno insegnanti vogliono portare gli alunni in gita (e fanno bene)

portare gli alunni in gita

Per decenni le gite scolastiche hanno rappresentato il coronamento di un percorso educativo, un’esperienza unica di arricchimento per gli studenti. Oggi non è più così: a rendere i viaggi di istruzione molto più rari rispetto al passato sono i costi più alti e un’organizzazione sempre più complessa. Ma non solo. Una delle questioni più importanti riguarda i docenti accompagnatori, che sono sempre meno, hanno sempre più responsabilità e non ricevono…

Non serve vietare il cellulare, c’è bisogno di un patentino e di genitori che tornino a controllare i figli

patentino

Sono diversi gli Stati che stanno cercando di mettere dei limiti all’abuso di smartphone e social media, preoccupati per gli effetti che questi possono avere sulla salute e sul benessere di bambini e adolescenti. Francia e Australia hanno già approvato misure restrittive, e qualcosa di simile sta accadendo anche nel resto del mondo, Italia compresa. Non tutti sono però d’accordo con questo approccio restrittivo, pur ritenendo necessaria un’azione concreta. Ne…

Famiglia italiana si trasferisce in Finlandia per i figli: “Ora viviamo nel rispetto, a scuola imparano a cucinare e a fare scelte finanziarie corrette”

Famiglia italiana si trasferisce in Finlandia

La scuola finlandese è fra le migliori d’Europa e del mondo, tanto che molti istituti italiani hanno deciso di adottarne il metodo. Non si tratta soltanto di innovazione, ma di un modello che riflette un approccio sistemico: e, in generale, da una scuola di qualità deriva anche una qualità della vita superiore. Proprio questa promessa di benessere ha spinto una famiglia italiana a lasciare Firenze per trasferirsi in Finlandia. Potrebbe…

Gli alunni hanno ansia della scuola, ma a casa non se ne accorge nessuno

ansia della scuola

Sempre più spesso si parla di disagio giovanile, un fenomeno diffuso che richiede una lettura complessa e uno studio attento delle sue cause. Se per esperti come Paolo Crepet e Massimo Recalcati il disagio nasce dall’educazione ricevuta in famiglia, non tutti sembrano essere d’accordo. Secondo Stefano Vicari, infatti, anche la scuola va considerata un catalizzatore dell’ansia negli studenti, uno stato di disagio di cui gli adulti faticano spesso ad accorgersi….

Sono un’insegnante di sostegno e non voglio smettere di esserlo, ma non voglio più farlo sentendomi sola

insegnante di sostegno

“Sono un’insegnante di sostegno in una scuola media e quello che faccio ogni giorno non è solo seguire un alunno. Di fatto mi viene affidata l’emotività di tutta la classe”. Inizia così la lettera inviata da una docente di sostegno al magazine La Repubblica delle donne e pubblicata da Sarah Barberis . Nelle sue parole c’è un’amarezza che non è quella di chi avrebbe voluto scegliere un’altra professione o preferirebbe…

Odisseo è ancora un eroe capace di parlare agli alunni di oggi. E andrebbe letto in classe

odisseo

C’è stata un’estate, quella del 2026, in cui il nome di Ulisse è apparso ovunque: trailer, cast stellare, code al cinema, un budget da kolossal e settimane di permanenza record al box office. Il film di Christopher Nolan ha fatto quello che nessun programma ministeriale era riuscito a fare da tempo: ha reso Odisseo, per qualche mese, un argomento di conversazione tra adolescenti. La domanda, per chi insegna, è ovvia:…

Scuola vs famiglia? Semplici accorgimenti per favorire il rapporto famiglia e scuola

rapporto famiglia e scuola

Basta ascoltare un qualunque servizio televisivo o leggere un articolo di giornale per renderci conto di quanto sia complicato il rapporto tra famiglia e scuola, e sì che sono passati decenni dall’emanazione dei Decreti sugli Organi Collegiali! Eppure un rapporto sereno e costruttivo è alla base della crescita di quella stessa persona che per la famiglia è figlia/o e per i docenti  è alunna/o. Senza la pretesa di rivelare una…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

Close Welcome Bar