Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Non chiamatela Generazione Covid

Gli adulti che stanno vivendo questo periodo storico si sentono smarriti, impauriti, disorientati. A faticare a rispettare le regole sono gli adulti, a uscire e riunirsi in gruppi quando non sarebbe consentito sono gli adulti, a faticare a indossare mascherine e dispositivi di sicurezza sono gli adulti.

Ovviamente questa è una generalizzazione, la stragrande maggioranza degli adulti le regole le rispetta… ma tra chi non le rispetta, spesso, non ci sono i bambini.

Narrativa per la secondaria

Leggi in classe con LeggerMENTE

Una collana coinvolgente per accompagnare gli studenti tra classici, racconti d’autore, attualità e percorsi tematici per la scuola secondaria.

leggermente la spiga

I bambini hanno accettato da subito ogni regola: mascherine, giochi più distanziati, banchi con il plexiglass, fine degli sport, visite ai nonni più rare o inesistenti, didattica a distanza con tutti i problemi relativi a connessioni poco veloci, dispositivi mancanti o non adatti… i bambini come sempre si sono adattati. Non senza esprimere, talvolta, fastidio, disagio e a tratti sofferenza. Ma i bambini hanno deciso di continuare a vivere accettando le regole e impegnandosi a rispettarle, spesso, molto più degli adulti, con l’unico obiettivo di continuare a essere bambini.

Gli adulti intorno a loro, che davvero si sentono smarriti, hanno gradualmente iniziato a proiettare sui bambini le loro angosce. Hanno spostato il loro peso sui bambini, definendo i bambini vittime.

studenti covid

I bambini sono molto saggi. Sanno che le privazioni non dureranno per sempre e prima o poi potranno riprendere la loro vita. Non necessariamente questa esperienza sarà per loro uno stigma, un marchio, una partenza in ritardo.

Come ha dichiarato Massimo Recalcati qualche mese fa a La Repubblica link esterno: “Non ci sarà nessuna generazione Covid a meno che gli adulti e, soprattutto, gli educatori ed insegnanti non insistano a pensarla e a nominarla”.

L’immagine che i bambini di oggi avranno quando saranno adulti dipende da chi è adulto, ora, intorno a loro. I più giovani si rispecchiano in noi e sta a noi rimandare loro messaggi positivi. Non la positività tossica, forzata e ipocrita dell’”andrà tutto bene”, del sorridere e dell’allegria in ogni situazione, ma una propositività reale e costruttiva che spinga a cercare i punti di forza che questa esperienza ci ha portato a maturare. Perché non si può accettare che tutto il dolore, la perdita e la restrizione passino senza darci qualcosa di positivo da portare nel futuro.

Invece di dire che i bambini e i ragazzi sono vittime, li si può ammirare per il fatto che siano la prima generazione a essere stata in grado di adattarsi velocemente, letteralmente da un giorno all’altro, a nuove condizioni e nuovi modi di vivere, studiare, crescere. La prima generazione che ha imparato sul serio ad apprezzare ciò che noi abbiamo sempre dato per scontato, la libertà, la socialità, e probabilmente in futuro sapranno gestirle meglio e con più attenzione. Una generazione che sta maturando competenze digitali preziosissime che, piacciano o no, sono il futuro del mondo del lavoro.

Ciò che vedranno allo specchio “da grandi”, vittime che hanno perso ore di scuola in presenza e per questo hanno qualcosa in meno, oppure vincenti che hanno saputo tirare fuori il meglio da una situazione di sfida, dipende dall’immagine che noi adulti stiamo restituendo loro adesso.

E tu credi che esista la Generazione Covid? Condividi il contenuto e scorri verso il basso per scoprire altre interessanti notizie

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Scrivere bene dovrebbe tornare a essere la priorità della scuola

Scrivere bene

Scrivere resta uno degli apprendimenti fondamentali della scuola primaria. Nel 2026, però, ci troviamo in una fase di passaggio: dall’anno scolastico 2026/2027 le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo , adottate con il decreto 9 dicembre 2025, n. 221, vengono applicate gradualmente a partire dalle classi prime, mentre nelle classi intermedie già avviate continuano ad applicarsi le Indicazioni del 2012 fino alla conclusione del rispettivo percorso. Il quadro cambia, ma…

4 studenti su 5 usano l’IA tutti i giorni per fare i compiti

IA per fare i compiti

Si parla tanto di intelligenza artificiale a scuola, fra chi la teme e chi sta iniziando a utilizzarla. Tuttavia, per quanto innovativo e rivoluzionario possa sembrare, ogni discorso che riguarda l’IA rischia di diventare obsoleto in brevissimo tempo. A maggior ragione quando si parla dell’uso che ne fanno gli studenti. Lo confermano i dati dell’AI Index Report 2026 della Stanford University, secondo cui quattro studenti su cinque si affidano regolarmente…

In Italia si vive ancora nella povertà educativa, il 37% degli alunni vive in case senza libri e quasi una scuola su due non è accessibile agli studenti con disabilità motoria

povertà educativa

Quando si parla di scuola e istruzione, di solito ci si concentra sulla didattica e sull’insegnamento, o magari sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale. Spesso si finisce però per sottovalutare la questione della povertà educativa, un fenomeno complesso e stratificato che va affrontato in modo efficace. Ne parla il report “Misurare la povertà educativa”, realizzato dall’Istat , che ha l’obiettivo di indagare entrambe le facce di questo problema. Da una…

Dovremmo rassegnarci al fatto che sempre meno insegnanti vogliono portare gli alunni in gita (e fanno bene)

portare gli alunni in gita

Per decenni le gite scolastiche hanno rappresentato il coronamento di un percorso educativo, un’esperienza unica di arricchimento per gli studenti. Oggi non è più così: a rendere i viaggi di istruzione molto più rari rispetto al passato sono i costi più alti e un’organizzazione sempre più complessa. Ma non solo. Una delle questioni più importanti riguarda i docenti accompagnatori, che sono sempre meno, hanno sempre più responsabilità e non ricevono…

Non serve vietare il cellulare, c’è bisogno di un patentino e di genitori che tornino a controllare i figli

patentino

Sono diversi gli Stati che stanno cercando di mettere dei limiti all’abuso di smartphone e social media, preoccupati per gli effetti che questi possono avere sulla salute e sul benessere di bambini e adolescenti. Francia e Australia hanno già approvato misure restrittive, e qualcosa di simile sta accadendo anche nel resto del mondo, Italia compresa. Non tutti sono però d’accordo con questo approccio restrittivo, pur ritenendo necessaria un’azione concreta. Ne…

Famiglia italiana si trasferisce in Finlandia per i figli: “Ora viviamo nel rispetto, a scuola imparano a cucinare e a fare scelte finanziarie corrette”

Famiglia italiana si trasferisce in Finlandia

La scuola finlandese è fra le migliori d’Europa e del mondo, tanto che molti istituti italiani hanno deciso di adottarne il metodo. Non si tratta soltanto di innovazione, ma di un modello che riflette un approccio sistemico: e, in generale, da una scuola di qualità deriva anche una qualità della vita superiore. Proprio questa promessa di benessere ha spinto una famiglia italiana a lasciare Firenze per trasferirsi in Finlandia. Potrebbe…

Gli alunni hanno ansia della scuola, ma a casa non se ne accorge nessuno

ansia della scuola

Sempre più spesso si parla di disagio giovanile, un fenomeno diffuso che richiede una lettura complessa e uno studio attento delle sue cause. Se per esperti come Paolo Crepet e Massimo Recalcati il disagio nasce dall’educazione ricevuta in famiglia, non tutti sembrano essere d’accordo. Secondo Stefano Vicari, infatti, anche la scuola va considerata un catalizzatore dell’ansia negli studenti, uno stato di disagio di cui gli adulti faticano spesso ad accorgersi….

Sono un’insegnante di sostegno e non voglio smettere di esserlo, ma non voglio più farlo sentendomi sola

insegnante di sostegno

“Sono un’insegnante di sostegno in una scuola media e quello che faccio ogni giorno non è solo seguire un alunno. Di fatto mi viene affidata l’emotività di tutta la classe”. Inizia così la lettera inviata da una docente di sostegno al magazine La Repubblica delle donne e pubblicata da Sarah Barberis . Nelle sue parole c’è un’amarezza che non è quella di chi avrebbe voluto scegliere un’altra professione o preferirebbe…

Odisseo è ancora un eroe capace di parlare agli alunni di oggi. E andrebbe letto in classe

odisseo

C’è stata un’estate, quella del 2026, in cui il nome di Ulisse è apparso ovunque: trailer, cast stellare, code al cinema, un budget da kolossal e settimane di permanenza record al box office. Il film di Christopher Nolan ha fatto quello che nessun programma ministeriale era riuscito a fare da tempo: ha reso Odisseo, per qualche mese, un argomento di conversazione tra adolescenti. La domanda, per chi insegna, è ovvia:…

Scuola vs famiglia? Semplici accorgimenti per favorire il rapporto famiglia e scuola

rapporto famiglia e scuola

Basta ascoltare un qualunque servizio televisivo o leggere un articolo di giornale per renderci conto di quanto sia complicato il rapporto tra famiglia e scuola, e sì che sono passati decenni dall’emanazione dei Decreti sugli Organi Collegiali! Eppure un rapporto sereno e costruttivo è alla base della crescita di quella stessa persona che per la famiglia è figlia/o e per i docenti  è alunna/o. Senza la pretesa di rivelare una…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

Close Welcome Bar