Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Beppe Severgnini: “Troppi studenti sono digiuni di geografia e ignoranti in storia”

Il noto giornalista Beppe Severgnini si è espresso in modo negativo riguardo alla situazione attuale della scuola italiana. In particolare ha constatato con amarezza lo scarso livello di conoscenza di materie come geografia e storia. La causa di questa ignoranza è la mancanza di un insegnamento adeguato. Pensate semplicemente all’oggetto che usiamo quotidianamente con il quale possiamo ottenere fiumi d’informazione.

Quest’ultimo lo possediamo tutti come una specie di protesi o prolungamento del nostro corpo, ossia lo smartphone. Secondo il giornalista, esso pur essendo utilissimo, è uno strumento e come tale non si può sostituire all’insegnante. La scuola deve rimanere la fonte principale, successivamente il web può, quando usato bene, essere strumento di approfondimento, continua a rimarcare Severgnini.

INFORMAZIONE NON FA RIMA CON CONOSCENZA

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Bisogna ovviamente ammettere un paio di questioni. Senz’ombra di dubbio il cellulare è uno strumento molto utile in quanto permette ad ognuno di noi di ottenere praticamente qualsiasi tipo di informazione in un batter d’occhio. Dopodiché, l’informazione non va confusa con la conoscenza. Quest’ultima, infatti, è strettamente legata allo studio e all’apprendimento di un dato (o di una fonte) in un’ottica di lungo termine.

Le informazioni che ci appaiono sui nostri cellulari, durante gli scroll, vanno e vengono rapidamente e non restano impresse nella nostra memoria. Non permettono al nostro cervello di attivare quel processo che ci porta a comprendere realmente quello che stiamo leggendo o sentendo. Manca in un certo senso una riflessione profonda, ma soprattutto una guida agli studi, il ruolo principale dell’insegnante.

LEGGI ANCHE: Abbiamo bisogno di più ore di storia e geografia, gli studenti non sanno collocare nello spazio e nel tempo

E LA SCUOLA?

I cellulari non sono i nemici della conoscenza nei ragazzi d’oggi. Secondo Beppe Severgnini il “male” si può identificare persino nella scuola stessa. Anni e anni di indicazioni ministeriali “concentrati su aspetti socio-economici” hanno portato alla situazione disastrosa di oggi, con docenti definiti da lui stesso come “incoscienti” che non hanno potuto fermare questa deriva.

Severgnini riporta poi un esempio che dovrebbe farci riflettere: “Rimango traumatizzato quando capisco che un giovane laureato confonde l’oceano Indiano col Pacifico, ignora i confini della Germania e non sa indicare le regioni che si attraversano per andare da Trieste a Trapani. Mio padre, classe 1917, a novantanove anni era in grado di rispondere. Non aveva Google Maps, ma era cresciuto con un atlante sul tavolo.

BEPPE SEVERGNINI SUL FUTURO DEGLI STUDENTI

La storia insegna, questo lo sappiamo bene, e se dimentichiamo gli errori del passato non può che essere un pessimo segnale per il nostro futuro. Se i giovani di oggi non comprendono gli avvenimenti del Novecento, la prima e la seconda guerra mondiale e i vari orrori del passato, tali comportamenti rischiano di ripresentarsi.

Occorre dunque risolvere la situazione prima che sia troppo tardi. Come farlo? Severgnini e Gian Antonio Stella, un suo collega giornalista, propongono al Ministero dell’Istruzione di intervenire direttamente sul cosiddetto “programma scolastico”, o meglio dire indicazioni ministeriali, incrementando la quantità – e soprattutto la qualità – dell’offerta formativa relativa all’insegnamento della geografia e della storia.

Queste materie negli ultimi anni sono state sempre più lasciate da parte e dimenticate, arrivando addirittura a condensarle istituendo la geostoria. E abbiamo visto i risultati negativi portati da questa tendenza. Da viale Trastevere dovrebbero occuparsi della questione e trovare una soluzione durevole nel tempo, oltre che a dedicarsi ad altre annose e attuali problematiche pandemiche.

E tu cosa ne pensi delle parole di Beppe Severgnini? Condividi il contenuto e scorri verso il basso per scoprire altre interessanti notizie.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Geronimo Stilton a scuola: presentato il quaderno operativo per tutte le classi della scuola primaria, dalla prima alla quinta

Geronimo Stilton a scuola

Da ormai 25 anni Geronimo Stilton non è solo un personaggio di libri per ragazzi, ma un compagno di avventure per diverse generazioni. Nato dalla creatività di Elisabetta Dami, il topo giornalista più famoso d’Italia ha accompagnato migliaia di bambini nella scoperta di valori come l’amicizia, la curiosità, il coraggio. Oggi il suo mondo narrativo si apre anche all’ambito scolastico, grazie alla collaborazione con il Gruppo Editoriale ELi. La casa…

Studenti promossi solo perché vivi? Il mondo fuori è molto più duro. Non serve lamentarsi, bisogna studiare

Studenti promossi

Gli ultimi anni hanno visto un cambiamento radicale della scuola italiana. Se per alcuni si è adattata alle nuove tecnologie e alla nuova contemporaneità, per altri è diventata troppo semplice. E non si tratta del classico “si stava meglio prima”, quanto del modo in cui la scuola prepara gli studenti al mondo. Ne parla Roberto Burioni che, in un post sui social , nel suo stile diretto critica chi giudica…

Il senso di colpa è diventato senso di inadeguatezza, come la velocità dei social ha cambiato la depressione nei giovani

senso di colpa

Umberto Galimberti torna a parlare della crisi che attraversa le nuove generazioni, un disagio profondo che non nasce più soltanto dal complicato rapporto con il mondo adulto ma da un contesto dominato dalla tecnica. In un recente intervento per Feltrinelli Editore , il filosofo e psicanalista ha spiegato come il tradizionale senso di colpa alla base della depressione si stia trasformando in senso di inadeguatezza. Soprattutto nei giovani che, immersi…

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

scuola trasformata in progettificio

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” , il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento. Le sue parole si iscrivono all’interno di un…

L’insegnante è una guida che accende fiducia e curiosità. Non deve fare il giudice ma essere una presenza positiva

insegnante è una guida

Quello fra docente e studente è un rapporto importantissimo, in particolare nel primo e nel secondo ciclo. Lungi dal rappresentare una semplice trasmissione di conoscenze, si tratta di un legame che incide sul modo in cui gli alunni percepiscono se stessi e il loro posto nel mondo. Proprio per questa ragione, anche la figura dell’insegnante oggi sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Lo ricorda Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia…

Alla secondaria troppe lezioni frontali? L’invito: “I prof imparino la didattica aperta dalle maestre della primaria e dell’infanzia”

troppe lezioni frontali

La lezione frontale è da sempre uno dei pilastri della didattica scolastica: è riconoscibile e rassicurante, persino familiare. Non sorprende quindi che il 70% dei docenti la utilizzi ancora come metodologia principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui si muove oggi la scuola è estremamente complesso e dinamico: la società cambia e con essa gli studenti, che necessitano di un apprendimento più interattivo e dinamico rispetto al passato….

L’Australia è il primo paese al mondo ad aver vietato i social ai minori di 16 anni

primo paese al mondo ad aver vietato i social

Si è parlato tanto del divieto di usare lo smartphone a scuola, ormai diventato operativo, ma la questione non si ferma qui. Molti Stati, Italia compresa, stanno valutando ulteriori restrizioni, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei più giovani e garantire un approccio più consapevole alla tecnologia. A tale proposito, l’Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare i social ai minori di 16 anni. Si tratta di…

Un insegnante ha teso una trappola per scoprire se i suoi studenti copiavano usando l’IA. I risultati sono stati scioccanti

insegnante ha teso una trappola

Gli studenti hanno imparato ben presto a utilizzare l’intelligenza artificiale, soprattutto per aiutarsi con i compiti assegnati dagli insegnanti, in modi più o meno corretti. Il fenomeno tocca anche le università: negli Stati Uniti un docente è infatti riuscito a scoprire che quasi metà dei suoi studenti aveva usato ChatGPT. Se, come riporta HuffPost , l’insegnante ha utilizzato un vero e proprio “Cavallo di Troia”, a colpire è l’incapacità degli…

4 alunni su 10 usano ChatGpt anche quando sono tristi perché “ascolta senza giudicare”

IA anche quando sono tristi

L’intelligenza artificiale è ormai da diverso tempo uno strumento di studio e lavoro, creatività e svago, tanto da aver generato un dibattito sui suoi effetti a medio e lungo termine. Se per alcuni l’IA ci rende più stupidi, per altri si tratta di un futuro sempre più vicino al quale bisogna prepararsi. Per i giovani, invece, l’intelligenza artificiale è molto di più che uno strumento. A dirlo con chiarezza è…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X