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SCUOLA DIGITALE

Dal prossimo anno scolastico tutti gli studenti di un liceo di Livorno saranno obbligati a depositare i cellulari in appositi contenitori durante le lezioni

Il rapporto fra smartphone e scuola è estremamente complesso: c’è chi vorrebbe utilizzarlo per le attività scolastiche e chi invece lo critica senza mezze misure. Poi ci sono gli studenti, che con lo smartphone sono cresciuti e non vogliono separarsene, e la scuola intesa come istituzione, che invece non fornisce regole chiare sulla materia. In una situazione del genere fa discutere la decisione del liceo Niccolini Palli di Livorno, come riporta il quotidiano online LivornoToday link esterno. Dal prossimo anno scolastico, tutte le aule saranno dotate di speciali contenitori per raccogliere gli smartphone degli studenti.

Divieto di smartphone a scuola

Già dal primo giorno di scuola del prossimo anno scolastico, tutte le aule del liceo Niccolini Palli di Livorno avranno un particolare contenitore per lo smartphone degli studenti. Tutti gli alunni dovranno riporre in questo speciale organizer il loro smartphone all’entrata in classe e, novità nel panorama italiano, non potranno riprenderlo per il cambio d’ora né durante la ricreazione. A comunicare la decisione è stata la dirigenza scolastica mediante la bacheca della scuola, novità poi confermata dagli studenti sui social media. Ecco il commento della preside dell’istituto di istruzione superiore:

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Se uno studente ha bisogno di fare una chiamata, può usare il nostro telefono. Le regole devono essere rispettate anche perché a volte abbiamo assistito a studenti che fanno riprese e questo non va bene. I cellulari sono consentiti solamente per usi didattici, ma questo è un altro discorso.

La reazione degli studenti

La scelta di vietare l’uso degli smartphone durante le lezioni potrebbe essere accolta in modo positivo dagli studenti di una scuola. D’altronde, quando si segue il docente non si usa il cellulare e viceversa. La decisione del liceo di Livorno tuttavia vieta l’uso del telefono anche durante il cambio d’ora e, soprattutto, in ricreazione. Secondo la preside a scuola “ci si deve parlare liberamente senza avere per forza tra le mani lo smartphone”, ma la pensano in questo modo anche gli studenti?

Comprensibilmente, no. Il divieto di usare lo smartphone anche durante l’intervallo e l’introduzione dello speciale raccoglitore non hanno incontrato il favore degli studenti, che però attendono l’attivazione delle misure. Queste le loro parole:

La ricreazione dovrebbe essere un momento di svago. Aspetteremo resoconti effettivi e, se necessario, ci attiveremo per contrastarli. La scuola cade a pezzi e voi pensate ai telefoni.

Smartphone a scuola sì o no?

Provocazione degli studenti a parte, la decisione del liceo Niccolini Palli di Livorno si inserisce in un dibattito che dura da molto, forse troppo tempo. Bisogna consentire lo smartphone a scuola oppure no? Basta un rapporto basato sulla fiducia per permettere l’uso del telefono anche in classe? La risposta non è semplice, perché ci sono casi in cui si è abusato dello strumento elettronico e casi in cui lo smartphone ha di fatto interferito con lo svolgimento delle lezioni. Come fare allora?

L’iniziativa del liceo livornese vuole provare a gestire il fenomeno vietando l’uso del telefono durante tutta la permanenza a scuola degli studenti, ma davvero si tratta di una pratica efficace? Secondo alcuni Paesi europei come Francia e Inghilterra la risposta è sì, mentre in Italia si attendono le linee guida del Ministro Valditara. Allo stesso tempo, un divieto tout court non sembra la strada migliore per integrare le nuove tecnologie in una scuola che fatica a gestirle. Se da una parte l’abuso di tablet e smartphone influisce direttamente sulla crescita di bambini e ragazzi, dall’altra vietare qualcosa serve soltanto a renderla ancora più desiderabile. Anche quando si trova dentro un contenitore e non può essere utilizzata per ore, fino al suono della campanella.

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