Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

La maggior parte dei genitori richiede limiti rigorosi per i compiti svolti con chatgpt e uso dei social: lo rivela un sondaggio

Il rapporto tra le famiglie italiane e la tecnologia a scuola sta vivendo una fase di profondo cambiamento che, per certi versi, segue una tendenza globale e riguarda direttamente il modo in cui viene percepito l’uso degli strumenti digitali nei contesti educativi. Se infatti oggi è naturale pensare al divieto di usare il telefono in classe o allo stop ai social media per i minori di 15 o 16 anni, anche i genitori si mostrano sempre più favorevoli all’introduzione di limiti nell’uso delle nuove tecnologie, soprattutto in relazione ai processi di apprendimento e alle abitudini di studio.

A sostenerlo è un’indagine di Novakid che non lascia molto spazio a dubbi: 7 genitori su 10 chiedono una stretta sull’uso dell’IA per i compiti a casa, mentre 8 su 10 sono favorevoli al divieto di usare il telefono in classe. Non si tratta di un rifiuto della tecnologia tout court, ma della richiesta di un approccio più equilibrato, capace di integrare gli strumenti digitali senza sostituire le attività cognitive fondamentali.

Lo stato attuale dell’IA a scuola

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Prima di comprendere quale sia la portata dei risultati dell’indagine Novakid, è utile soffermarsi brevemente sullo stato attuale dell’intelligenza artificiale nel sistema scolastico. Da un lato, il ministro Valditara ha parlato di introdurre lo studio degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale già nella scuola primaria, inserendoli progressivamente nei percorsi formativi. Dall’altro, come ricorda il rapporto OCSE AI adoption in the education system link esterno, l’implementazione concreta nelle pratiche didattiche è ancora in una fase iniziale e presenta numerose criticità.

A fare da freno contribuiscono diversi fattori strutturali: la persistenza di un digital divide, i divari socio-economici tra studenti, e il livello di preparazione dei docenti rispetto all’uso consapevole di questi strumenti. Questi ultimi già utilizzano l’IA come supporto alla didattica, ad esempio nella progettazione delle attività o nella produzione di materiali, ma spesso senza una formazione sistematica e condivisa. Il quadro attuale è, quindi, complesso e frammentato da più punti di vista:

  • gli studenti si affidano all’intelligenza artificiale per lo svolgimento dei compiti, ma anche come supporto emotivo e psicologico, ampliandone l’uso ben oltre la dimensione strettamente scolastica;
  • i docenti, 6 su 10 secondo uno studio Cedefop, segnalano stress e ansia legati alla transizione digitale, che richiede un adattamento continuo delle pratiche didattiche.

A questi elementi si aggiunge anche l’indagine Novakid, che introduce un terzo punto di vista sull’intelligenza artificiale a scuola, quello delle famiglie, sempre più coinvolte nelle scelte educative legate all’uso delle tecnologie.

Stop a smartphone e social media

L’Italia è stata tra i primi Paesi a vietare l’uso del telefono a scuola, anche per finalità didattiche, salvo eccezioni limitate e regolamentate. Si tratta di una scelta che, in forme diverse, si sta diffondendo anche in altri contesti internazionali, con approcci differenti ma con un obiettivo comune:

Si delinea, quindi, una tendenza condivisa in gran parte d’Europa e del mondo, una sorta di spirito del tempo, che punta a limitare l’uso eccessivo e non regolato della tecnologia, soprattutto in un contesto educativo come quello scolastico, dove sono in gioco processi cognitivi e relazionali fondamentali.

cosa pensano i genitori

Abbiamo accennato ad alcuni dati nell’introduzione, e adesso è possibile comprenderne meglio la portata. Come riporta Adnkronos link esterno, infatti, il 69,5% dei genitori italiani chiede di limitare o vietare del tutto l’uso dell’intelligenza artificiale durante i compiti per casa, cioè in una fase cruciale del processo di apprendimento autonomo. Allo stesso tempo:

  • l’80,5% è favorevole al divieto di usare lo smartphone in classe, nonostante le posizioni critiche che hanno messo in discussione il provvedimento del MIM;
  • l’81% vorrebbe divieti ancora più severi nei confronti dei social media per gli adolescenti, in linea con i modelli già adottati da Paesi come Australia e Francia;
  • soltanto il 9% degli intervistati si dichiara contrario alle restrizioni sull’uso dell’IA nello svolgimento dei compiti a casa.

Lungi dal rappresentare un rifiuto della modernità, questi dati evidenziano la necessità di introdurre limiti chiari e consapevoli nell’uso degli strumenti basati su algoritmi. Il rischio è noto e documentato, come confermato da un recente studio link esterno: delegare all’IA alcune attività cognitive può trasformare lo studio in un esercizio meccanico di “copia e incolla”, riducendo il coinvolgimento attivo dello studente. A questo si aggiungono criticità legate alla disinformazione, all’accesso diseguale alle piattaforme a pagamento e alla tutela della privacy.

Detto in altri termini: affidarsi in modo passivo all’intelligenza artificiale può ridurre l’attivazione dei processi cognitivi e del pensiero critico. Con effetti potenzialmente più rilevanti proprio durante il percorso scolastico, quando tali competenze sono ancora in fase di costruzione.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


L’uomo dietro l’editore scolastico più blasonato del momento

editore scolastico più blasonato

Brillante e determinato, ma al tempo stesso empatico e disponibile. Michele Casali, classe 1978, è nel Gruppo Editoriale ELi dal 2004 e ne rappresenta oggi una delle figure chiave, avendo accompagnato dall’interno la trasformazione dell’azienda fino al posizionamento attuale. Il suo percorso professionale inizia subito dopo gli studi universitari e un master in gestione aziendale. L’ingresso avviene nell’area commerciale, ma nel giro di pochi anni arrivano responsabilità crescenti: nel 2006 diventa…

Non c’è alcun dubbio, la matematica di Saperi per Crescere è la migliore di tutte

matematica di Saperi per Crescere

Colleghi e colleghe! Sono Bruna Ramella Pralungo, ma molti di voi mi conoscono come unamaestrarossa. Vorrei condividere con voi non una semplice recensione, ma il racconto di come potrebbe cambiare il modo di fare scuola nella mia classe quarta grazie a un compagno di viaggio speciale: il sussidiario delle discipline “Saperi per crescere” , edito dal Gruppo Editoriale ELi con il marchio Cetem. Ho scelto questo testo perché sentivo il…

Gratteri se la prende con i genitori: “Aggredite gli insegnanti, siete più scostumati dei vostri figli, è normale che non abbiano valori”

Gratteri se la prende con i genitori

Nicola Gratteri parla di disagio giovanile ormai da anni, con un interesse e una lucidità che vanno ben oltre il suo ruolo istituzionale di procuratore capo di Napoli. Se infatti il nesso tra criminalità e fragilità minorile è evidente sul piano empirico e sociale, ciò che preoccupa è soprattutto il modello di società che i giovani si trovano a vivere, spesso senza strumenti adeguati per interpretarlo e affrontarlo. Ospite a…

Leggere Pavese in classe è una lezione di vita oltre il dolore

cesare pavese

Non è sicuramente uno scrittore facile da amare subito: non è allegro, non è leggero, non consola facilmente; eppure, se gli si dà tempo, riesce a entrare nell’anima e a lasciare un segno duraturo nel lettore. In altre parole, riconoscerne la grandezza è, in fondo, una scelta poco rassicurante: significa cercare ogni volta bellezza dove altri vedono solo inquietudine. Eppure è proprio dal suo stile essenziale, lucidamente realistico e talvolta…

Quando l’alunno si sente libero di leggere in classe, è lì che inizia a scoprire la bellezza della lettura

libero di leggere in classe

“Quando ero ragazzina detestavo le gite scolastiche”. Inizia così l’aneddoto che Bruna Bianco, coautrice insieme a Rosaria Polita del nuovo sussidiario “Direzione Letture Plus” edito La Spiga del Gruppo Editoriale ELi, racconta nei loro corsi di formazione. “A queste parole i docenti di solito svengono sulla sedia” dice Bruna divertita, quindi svela loro il motivo, “perché sapevo che, il giorno dopo, ci sarebbe stato il tema e quel pensiero mi…

Leggere a voce alta, per gli alunni è come una palestra per il cervello

leggere a voce alta

Quando si trattava di alzarsi e leggere in classe, all’improvviso, diventavamo tutti timidi. Tuttavia, la lettura a voce alta ha diversi benefici: aumenta la sicurezza in sé stessi, connette il lettore al suo pubblico, in particolare migliora il rapporto tra studente e insegnante, e aiuta a ricordare meglio i concetti appresi, favorendo un’elaborazione più attiva delle informazioni. Lo studente, leggendo ad alta voce, prende confidenza con il proprio timbro, la…

Come ricostruire l’autorevolezza dei docenti nella scuola che li delegittima

autorevolezza dei docenti

Il ruolo formale del docente è intatto, ma il riconoscimento sostanziale è sbriciolato, esposto a una pressione continua che proviene da più direzioni e che contribuisce a ridefinire i confini della sua azione. La crisi è ormai ventennale, a star stretti, e oggi nasce dal modo in cui la società percepisce la scuola, dal valore che attribuisce all’insegnamento e dalla fiducia che ripone in chi lo esercita. La funzione del…

Per Giuseppe Valditara nella scuola di oggi “non ha più senso distinguere i licei dagli istituti tecnici e professionali”

distinguere i licei

Della distinzione fra licei e istituti tecnici e professionali si parla da tanto tempo, sia nel dibattito pubblico sia nelle riflessioni sul sistema educativo. Da un lato ci sono la tradizione umanistica e il prestigio sociale storicamente associato ai licei, dall’altro la formazione tecnico-pratica e il rapporto più diretto con il mercato del lavoro che caratterizza gli altri percorsi. Una differenza che, nella percezione comune, tende a vedere il liceo…

C’è chi non crede nel valore della geografia? Noi insegnanti sicuramente ci crediamo

valore della geografia saperi per crescere

Sapere dove si trova il Vesuvio, la Mole Antonelliana o la capitale del Giappone, oggi può sembrare molto semplice. Grazie all’uso delle tecnologie queste informazioni sono facilmente reperibili. Ma è corretto percepire la geografia come una semplice disciplina descrittiva, dedicata all’elenco di fiumi, monti e capitali? È corretto pensare che gli strumenti digitali possano esimerci dalla conoscenza geografica? In realtà, da sempre, essa rappresenta una chiave fondamentale per comprendere il…

Le rivoluzioni tecnologiche in classe. “Ogni volta sembra la svolta, ogni volta non lo è”

rivoluzioni tecnologiche in classe

Ogni stagione scolastica conosce il proprio momento di sbalordimento tecnologico, un passaggio nel quale si affaccia uno strumento capace di promettere un cambiamento radicale, una semplificazione decisiva, una trasformazione profonda delle pratiche didattiche, e nel quale si riattiva l’idea che sia finalmente arrivata la soluzione a problemi che la scuola si porta dietro da decenni. Oggi questo momento coincide con l’avvento dell’intelligenza artificiale, che si presenta come uno strumento capace…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X