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OPINIONI

La scuola è noiosa e lenta? Non è vero, è la vita che è troppo veloce

Da anni sentiamo ormai critiche alla scuola e al suo ruolo nel percorso di crescita dei più giovani. Secondo molti, oggi la scuola non sa più interpretare un presente in costante movimento e cambiamento, ma dovrebbe iniziare a farlo.

La pensa diversamente Vincenzo Schettini, docente e influencer noto per “La fisica che ci piace” su Youtube e “La fisica dell’amore” su Rai 2.

Secondo il divulgatore scientifico, la scuola sembra troppo lenta soltanto perché la vita è troppo veloce, ma anche la lentezza ha un suo valore.

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La vita va troppo veloce

In uno dei suoi recenti video sul canale Youtube link esterno, Schettini si è concentrato sul divario che c’è fra la scuola e la vita reale. Queste le sue parole:

La scuola è lenta? È noiosa? Obiettivamente la trovate più lenta rispetto al resto della vita? È la vita che va troppo veloce. Credetemi, la scuola è lenta ed è tra virgolette noiosa, esattamente come quando andavo io a scuola.

Insomma, se la scuola appare lenta e noiosa, come persino un’influencer ha dichiarato di recente, non si tratterebbe di un problema interno ad essa. Al contrario, è il confronto con i ritmi esterni che porta ad esprimere questo giudizio.

Allo stesso tempo, le parole di Schettini su come la scuola fosse noiosa anche in passato devono fare riflettere. C’è e ci sarà sempre uno iato fra ciò che avviene in classe e ciò che avviene fuori: tanto vale far fruttare al meglio il tempo passato sui banchi di scuola, no?

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Lentezza come vantaggio

Fra le tante critiche che si possono muovere alla scuola moderna, insomma, quella sulla sua lentezza sarebbe esagerata secondo Vincenzo Schettini.

O meglio, è vero che la scuola appare più lenta rispetto alla realtà. Quest’ultima è il regno della tecnologia, dei dispositivi venduti perché sono più veloci di quelli precedenti, delle risorse automatizzate, delle intelligenze artificiali, e così via.

Se quindi da un lato quindi la velocità della realtà viene associata al successo e alla competitività, dall’altro scuola e istruzione appaiono come isole di lentezza. Ma servono a qualcosa? Continua Schettini:

Più riuscite a lavorare in questo sistema così lento, più vi abituerete al fatto che nella vita la lentezza serve. Io se sono arrivato al punto in cui sono arrivato è per la lentezza, non per la velocità. Questa scuola che voi vedete noiosa, lenta, cominciate a immergervi in questa lentezza: rallentate anche voi.

Un messaggio per le nuove generazioni

Il messaggio di Vincenzo Schettini per le nuove generazioni è chiaro. Piuttosto che vedere la scuola come il luogo della noia, è più utile sfruttare la sua lentezza come un’occasione per costruire basi più solide e consapevoli in ottica futura.

Da questo punto di vista, il ritmo lento della scuola può diventare un vantaggio in un mondo in cui molti vivono senza fermarsi un attimo. Se quindi il mondo va nella direzione di una maggiore superficialità, grazie al suo essere costitutivamente lenta la scuola può insegnare ad approfondire se stessi, e non solo.

Si tratta di uno spazio per allenare il proprio pensiero critico e la propria creatività, doti che hanno bisogno di tempo e di riflessione per sedimentarsi.

Insomma, per il docente e influencer è vero che la scuola è lenta rispetto alla vita. Ma non è detto che sia un male: anzi.

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