Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
APPRENDIMENTO

Niente compiti a casa, niente lezioni frontali e una materia a settimana: il progetto con zero stress in classe

Un aspetto importantissimo del metodo Modi è l’assenza di compiti per casa. Il metodo Modi si ispira alla scuola finlandese, nella quale le attività sono concentrate a scuola e non a casa, e i ragazzi sono più felici e ottengono risultati migliori rispetto a quelli dei loro “colleghi” europei. Ecco le motivazioni pratiche e i fondamenti pedagogici dietro alla scelta del non assegnare compiti.

La proposta già nel 2017

Già nel 2017 Raffaele Ciambrone, professore, pedagogista e funzionario del MIUR, aveva proposto un modello di scuola in cui le attività fossero concentrate durante la giornata scolastica: al mattino lezioni innovative e interattive, al pomeriggio attività laboratoriali e niente compiti a casa. A questa proposta aderirono varie scuole dei comuni di Milano, Torino, Biella, Verbania e Trapani e nacque il modello Modi, che sta per migliorare l’organizzazione didattica. La sperimentazione continua con numerose scuole primarie che continuano ad aderire, e ora stanno aderendo anche scuole secondarie di primo grado.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Un dibattito sempre vivo

L’argomento dei compiti a casa è sempre stato oggetto di dibattiti decisamente accesi. Le famiglie si trovano schiacciate dal peso delle ingenti assegnazioni del fine settimana, i ragazzi si vedono costretti a limitare o eliminare attività ricreative o sportive per poter gestire il carico. Oltre all’impegno e al sacrificio di fine settimana, feste e tempo libero, l’altro nodo cruciale è la disuguaglianza che può generare un carico importante di compiti: alcune famiglie dispongono di più tempo, oltre a risorse economiche e culturali per poter seguire i ragazzi, altre sono decisamente più limitate in queste sfere. Il risultato è che i ragazzi più seguiti non hanno problemi a evadere le richieste, mentre gli altri si ritrovano discriminati. In questo modo i compiti sono solo una fonte di disuguaglianza oltre che stress e frustrazione, ben lontani dalla loro originaria funzione di consolidamento e ripasso.

PARTECIPA ALL’EVENTO EDUCABILITY SULLE SOFT SKILLS PER LA SCUOLA, TRA I RELATORI ANCHE RAFFAELE CIAMBRONE

Niente compiti: piuttosto un buon libro

Caterina Cassese, insegnante di una scuola che ha aderito al metodo Modi, dichiara che il fine settimana dovrebbe piuttosto essere allietato dalla lettura, e non caricato di compiti. Anche le feste natalizie: “Durante queste settimane di pausa ho suggerito ai miei alunni di “deliziarsi” con una lettura di un libro. Ma non ho imposto nulla, né tantomeno il titolo. Anzi, vogliamo che siano assecondati i propri gusti”. Anche altri insegnanti hanno osservato come gli studenti siano più felici e sereni, e anche le famiglie vivono la scuola dei propri figli con maggiore calma, fuori dalla frenesia che ha caratterizzato gli ultimi anni.

Una profonda convinzione pedagogica

La scelta di non dare compiti non è solo dettata dal voler “sollevare” le famiglie, ma c’è una ragione didattica e pedagogica ben precisa. Ciambrone ha infatti dichiarato che i compiti, nel metodo Modi, non sono necessari. Gli argomenti vengono affrontati settimanalmente con una modalità full immersion, per tutta la settimana una materia scolastica viene trattata e approfondita con attività laboratoriali e di gruppo, evitando così un miscuglio e una stratificazione di saperi diversi tra loro, che confonde e disorienta. “L’alunno deve poter affrontare un argomento senza interruzioni e non abbandonarlo prima di averlo ben acquisito” spiega Ciambrone. Affrontando una materia scolastica in modo così intensivo, non lasciandola prima di averne consolidato davvero i concetti, i ragazzi già memorizzano e fissano gli apprendimenti! Per questa ragione, i compiti per casa sono inutili.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Dobbiamo chiederci una volta per tutte se abbiamo sbagliato ad abbassare la guardia, come insegnanti e come genitori

abbassare la guardia

Ormai da diverso tempo si parla di violenza a scuola, in particolare per quanto riguarda il bullismo e il cyberbullismo, o in ambienti domestici. Mai come adesso però il fenomeno sembra assumere contorni sempre più gravi, con esiti anche fatali che diventano fatti di cronaca, oltre che tragedie personali e familiari. Fra chi invoca soluzioni drastiche, come metal detector all’ingresso degli istituti, e chi cerca responsabilità puntando il dito, c’è…

Il 22,1% degli alunni non legge neanche un libro all’anno

un libro all’anno

Poche attività incidono sul pensiero, sul linguaggio e sulla capacità di comprendere il mondo quanto la lettura. Si tratta di uno degli strumenti più potenti che abbiamo, eppure proprio la lettura è una pratica sempre più trascurata dai giovani. Lo confermano i dati ISTAT, secondo cui oltre un adolescente su cinque non legge neanche un libro all’anno. Il fenomeno non è uniforme, con differenze marcate a seconda del contesto familiare…

Le competenze socio-emotive degli studenti stanno diminuendo

competenze socio emotive

Le competenze socio-emotive dei giovani italiani mostrano segni sempre più profondi di fragilità. Fiducia in se stessi e ottimismo, senso di appartenenza alla scuola e capacità di gestire le emozioni sono più deboli, soprattutto fra gli studenti dai 10 ai 15 anni. A dirlo sono i dati emersi da un approfondimento INVALSI basato sull’indagine internazionale OCSE Social and Emotional Skills. Il quadro che ne emerge, soprattutto in riferimento all’Italia, mostra…

Vocabolario, questo sconosciuto

vocabolario

Il vocabolario è uno strumento essenziale per comprendere la lingua italiana e le sue sfumature. Eppure, per molti studenti oggi rappresenta un oggetto misterioso: lento, voluminoso, apparentemente inutile. D’altronde, per conoscere il significato delle parole basta andare sul web, no? Ecco, non proprio, e a lanciare l’allarme sono alcuni studiosi dell’Accademia della Crusca e della Treccani, che all’agenzia di stampa Adnkronos hanno espresso i loro timori. Secondo gli esperti, infatti,…

Geronimo Stilton a scuola: presentato il quaderno operativo per tutte le classi della scuola primaria, dalla prima alla quinta

Geronimo Stilton a scuola

Da ormai 25 anni Geronimo Stilton non è solo un personaggio di libri per ragazzi, ma un compagno di avventure per diverse generazioni. Nato dalla creatività di Elisabetta Dami, il topo giornalista più famoso d’Italia ha accompagnato migliaia di bambini nella scoperta di valori come l’amicizia, la curiosità, il coraggio. Oggi il suo mondo narrativo si apre anche all’ambito scolastico, grazie alla collaborazione con il Gruppo Editoriale ELi. La casa…

Studenti promossi solo perché vivi? Il mondo fuori è molto più duro. Non serve lamentarsi, bisogna studiare

Studenti promossi

Gli ultimi anni hanno visto un cambiamento radicale della scuola italiana. Se per alcuni si è adattata alle nuove tecnologie e alla nuova contemporaneità, per altri è diventata troppo semplice. E non si tratta del classico “si stava meglio prima”, quanto del modo in cui la scuola prepara gli studenti al mondo. Ne parla Roberto Burioni che, in un post sui social , nel suo stile diretto critica chi giudica…

Il senso di colpa è diventato senso di inadeguatezza, come la velocità dei social ha cambiato la depressione nei giovani

senso di colpa

Umberto Galimberti torna a parlare della crisi che attraversa le nuove generazioni, un disagio profondo che non nasce più soltanto dal complicato rapporto con il mondo adulto ma da un contesto dominato dalla tecnica. In un recente intervento per Feltrinelli Editore , il filosofo e psicanalista ha spiegato come il tradizionale senso di colpa alla base della depressione si stia trasformando in senso di inadeguatezza. Soprattutto nei giovani che, immersi…

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

scuola trasformata in progettificio

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” , il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento. Le sue parole si iscrivono all’interno di un…

L’insegnante è una guida che accende fiducia e curiosità. Non deve fare il giudice ma essere una presenza positiva

insegnante è una guida

Quello fra docente e studente è un rapporto importantissimo, in particolare nel primo e nel secondo ciclo. Lungi dal rappresentare una semplice trasmissione di conoscenze, si tratta di un legame che incide sul modo in cui gli alunni percepiscono se stessi e il loro posto nel mondo. Proprio per questa ragione, anche la figura dell’insegnante oggi sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Lo ricorda Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia…

Alla secondaria troppe lezioni frontali? L’invito: “I prof imparino la didattica aperta dalle maestre della primaria e dell’infanzia”

troppe lezioni frontali

La lezione frontale è da sempre uno dei pilastri della didattica scolastica: è riconoscibile e rassicurante, persino familiare. Non sorprende quindi che il 70% dei docenti la utilizzi ancora come metodologia principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui si muove oggi la scuola è estremamente complesso e dinamico: la società cambia e con essa gli studenti, che necessitano di un apprendimento più interattivo e dinamico rispetto al passato….

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X