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Più didattica digitale e per competenze, meno lezione frontale: il “rinnovamento scolastico” Bianchi

La pandemia ha scatenato una serie di riflessioni in molteplici ambiti, aggiungendo al nostro punto di vista un’ulteriore esperienza formativa incredibile. A questo proposito, il Ministro dell’istruzione Bianchi ha espresso la sua opinione discutendo dell’attuale scuola e di come pensarla nel futuro, tra didattica digitale, didattica per competenze e lezione frontale.

Visto che le parole con le quali si esprime un concetto sono importanti, è meglio se usiamo le sue. Quella di quest’anno “è una scuola che deve ripensarsi ed essere più consapevole di se stessa” e aggiunge “deve farci sentire un Paese“.

In quest’articolo, lo avrete capito, parleremo dell’orizzonte scolastico e di come lo immagina il ministro dell’istruzione attuale Patrizio Bianchi.

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NUOVI METODI E INTERESSANTI APPROCCI

Come tutti i ministri dell’istruzione, anche Bianchi ha parlato di metodologie didattiche. In particolare ha detto che “è prioritario continuare a promuovere la sperimentazione e la diffusione capillare in tutte le scuole di nuove metodologie didattiche, orientate al superamento del modello di insegnamento tradizionale di stampo trasmissivo, incentrato sulla lezione frontale“.

Quello di cui parla il ministro fa riferimento a una scuola che intuisce le potenzialità di ogni singolo studente e ne coltiva gli interessi. Non più perciò una lezione standard uguale per ogni studente, poiché non hanno tutti le stesse passioni. Continuando il discorso precedente, Bianchi aggiunge: “necessario favorire lo sviluppo di una didattica per competenze, di tipo collaborativo ed esperienziale, per consentire una maggiore personalizzazione dei processi di apprendimento degli studenti, in considerazione delle loro specifiche esigenze

Cercando di essere ancora più preciso sviluppa queste considerazioni e dice che “occorrerà valorizzare ogni strumento, a partire dai materiali didattici tradizionali e dei libri di testo, rispetto ai quali costituirà impegno specifico del Ministero fornire alle scuole indicazioni e strumenti diretti a favorire le migliori scelte adozionali e l’individuazione delle più efficaci metodologie per la costruzione di materiali didattici”

Anche se all’avanguardia come approccio, alcuni esponenti del sindacato degli insegnanti si sono espressi contrari a questo metodo. Ad esempio, Rino di Meglio, il coordinatore nazionale della Gila degli Insegnanti ribatte: “Affermare che la lezione frontale debba essere superata in favore di nuovi approcci significa entrare a gamba tesa su un terreno che non è affatto di competenza del ministro dell’Istruzione ma che spetta ai docenti. Soltanto a loro deve essere affidato il compito di decidere, in base agli specifici contesti in cui operano, quali metodologie e strumenti didattici utilizzare, nel pieno rispetto della libertà di insegnamento che l’articolo 33 della Costituzione assegna loro”

IL DIGITALE E LE NUOVE TECNOLOGIE

In questi mesi difficili per tantissimi studenti e docenti, la Dad è stata utilizzata come strumento d’emergenza ma in moltissimi l’hanno contestata. Ad alcune famiglie mancavano gli strumenti idonei, a volte ovviamente la rete dava i suoi problemi insieme alle altre difficoltà legate all’insegnamento a distanza.

Anche se il digitale possa esser visto da molti in cattivo modo, in realtà la scuola secondo il ministro Bianchi avrà bisogno di nuove tecnologie che doneranno diversi approcci e metodologie d’insegnamento. In particolare dice: “In futuro – spiega Patrizio Bianchi partecipando al videoforum de La Stampa, “30 minuti al Massimo” – ci sarà ancora la dad, ma non quella abbiamo conosciuto in questi mesi: sarà una didattica di avvicinamento. Abbiamo investito molto sulla parte digitale“.

Su questo discorso, il ministro Bianchi conclude: “Il Ministero intende sostenere lo sviluppo della didattica digitale e realizzare un sistema multidimensionale di formazione continua del personale scolastico, attraverso percorsi innovativi in materia di istruzione digitale, integrazione delle tecnologie nella didattica e transizione digitale delle scuole, a partire dalle esperienze del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

Non ci resta che vedere queste nuove misure e sperare per il meglio.

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