Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei dicono addio alla geostoria e danno il benvenuto all’intelligenza artificiale

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato una bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei link esterno, dopo quelle per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo. Anche in questo caso, le modifiche non riguardano un semplice ritocco dei programmi, intesi come elenchi di contenuti, ma, almeno nelle intenzioni, intervengono sull’impianto del curricolo e sulle modalità attraverso cui le discipline vengono insegnate e apprese.

Fra le novità più attese, c’è infatti la scomparsa della geostoria e il ritorno delle materie che la costituivano, in maniera indipendente: geografia e storia, nuovamente distinte sia sul piano disciplinare sia su quello metodologico. La riforma tocca però anche altri aspetti della didattica, come il ritorno al valore della lettura, intesa come pratica culturale e competenza trasversale, e, allo stesso tempo, la definizione di nuove basi per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei percorsi di apprendimento.

Matematica e intelligenza artificiale

Anno scolastico 2026/27

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Con la diffusione sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale, è naturale attendersi anche un cambiamento nell’insegnamento della matematica, chiamata a dialogare con questi nuovi strumenti e modelli. Rimane l’attenzione al calcolo e alle formule, che costituiscono le basi della disciplina, ma la matematica viene sempre più presentata come una “cassetta degli attrezzi” utile per interpretare modelli complessi, inclusi quelli su cui si fonda l’IA. In questa prospettiva, la disciplina contribuisce allo sviluppo di competenze logico-argomentative e di modellizzazione.

Da questo punto di vista, il Ministero dell’Istruzione e del Merito individua tre direzioni principali:

  • la valorizzazione dell’errore, inteso come parte del processo di apprendimento e non come semplice esito negativo della prestazione, in linea con una prospettiva di valutazione formativa;
  • l’intelligenza artificiale come linguaggio e sistema di rappresentazione, per il quale la matematica fornisce le strutture logiche e i modelli di riferimento;
  • il dialogo interdisciplinare con le scienze, la storia delle idee e gli interessi degli studenti, in un’ottica di integrazione tra saperi e di costruzione di significato.

Allo stesso tempo, deve cambiare anche il modo in cui si guarda all’IA a scuola: da strumento di utilizzo acritico e superficiale, deve diventare oggetto di comprensione e gestione consapevole, sviluppando negli studenti competenze critiche. Che, in fondo, era anche l’augurio del Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, attento al ruolo della matematica nel quotidiano e allo studio dell’intelligenza artificiale nel contesto scolastico.

Filosofia e ritorno alla lettura

Nell’ambito delle discipline umanistiche, le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei mostrano una particolare attenzione alla lettura come pratica identitaria e formativa. In altri termini, leggere i classici non può essere soltanto un esercizio di trasmissione del patrimonio culturale, ma una pratica di interpretazione e attualizzazione, capace di mettere in relazione i testi con l’esperienza degli studenti.

Allo stesso modo, il ministero torna a definire la lingua italiana come un bene culturale da salvaguardare, soprattutto in un contesto caratterizzato da forte contaminazione linguistica. In questo senso, le indicazioni fanno eco agli allarmi di esperti come Gian Luigi Beccaria, che evidenziano come l’abuso dell’inglese possa incidere sull’impoverimento lessicale ed espressivo.

Discorso analogo riguarda la filosofia, che dovrebbe allontanarsi da un’impostazione esclusivamente cronologica degli autori per orientarsi verso un approccio più laboratoriale. Da una parte, agli insegnanti viene richiesto di costruire contesti di apprendimento in cui gli studenti sviluppino la capacità di argomentare una tesi, anche in forma scritta, attivando processi di pensiero critico. Dall’altra, la filosofia viene proposta come spazio di riflessione per l’educazione al rispetto e all’inclusione, contribuendo alla formazione della persona.

Tornano storia e geografia, separate

Come dicevamo, la modifica più attesa è quella che porta alla scomparsa della geostoria e, quindi, al ritorno della geografia come disciplina autonoma, con una propria identità epistemologica e didattica. Di questa materia abbiamo parlato in diversi approfondimenti: di quanto sia fondamentale nella crescita degli alunni e, purtroppo, di come abbia rischiato di scomparire dalla scuola italiana. Così pare non essere, almeno stando alle intenzioni del ministero.

L’idea di fondo è quella di restituire alla geografia una dignità metodologica, dopo anni in cui è stata progressivamente marginalizzata, almeno nei licei. Gli istituti tecnici, invece, vedono una riduzione delle ore di insegnamento della disciplina, ormai una presenza fragile nei quadri orari, spesso subordinata ad altre priorità curricolari.

La storia resta ancorata all’impianto della tradizione euro-occidentale, ma il curricolo dovrebbe estendersi fino a includere i nuovi equilibri geopolitici mondiali e la centralità crescente di contesti come quello cinese. Anche su questo punto sarà necessario attendere per comprendere come le indicazioni verranno tradotte nella pratica didattica.

La data è infatti quella del 2027, tempo necessario per la revisione e la stampa dei nuovi manuali e per l’adeguamento dei materiali didattici. Tuttavia, il successo della riforma non dipenderà soltanto dai libri di testo. Un conto sono le Indicazioni Nazionali, per quanto ben strutturate; un conto sarà la loro effettiva implementazione nei contesti scolastici. In mezzo, ci sono le scelte operative che il ministero adotterà per accompagnare il cambiamento: ed è proprio questa la fase più delicata, quella in cui le intenzioni dovranno tradursi in pratiche didattiche concrete.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Che cos’è il design thinking e come funziona se usato nella didattica

design thinking

Il design thinking è una metodologia di lavoro di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni, soprattutto per le sue possibili applicazioni in ambito scolastico. Si tratta, in estrema sintesi, di un approccio che insegna ad affrontare i problemi con la mentalità del progettista, adattandola però ai contesti educativi e ai processi di apprendimento. Come i designer, infatti, anche gli insegnanti smettono di essere semplici trasmettitori di conoscenze…

Dare un tablet a un bambino di un anno è come dargli un po’ di morfina

tablet come morfina

Da anni ormai si parla dell’esposizione precoce dei bambini a schermi e dispositivi elettronici quali smartphone e tablet. Paesi come la Francia hanno già adottato misure restrittive per proteggere i più piccoli e, sebbene in Italia non esistano ancora provvedimenti specifici, il dibattito è oggi più acceso che mai. A richiamare ancora una volta l’attenzione sui possibili effetti di un’esposizione precoce agli schermi è anche lo psichiatra e tossicologo Luigi…

Perché alcuni studenti sono più bravi in matematica? Per la scienza è anche una questione di genetica

bravi in matematica

Ci sono studenti che si trovano a loro agio con la matematica e studenti che, al contrario, faticano a gestire numeri, calcolo mentale, operazioni semplici e complesse. Se per molti il problema riguarda i metodi di insegnamento e la paura di sbagliare, le neuroscienze propongono una lettura diversa. E, per certi versi, rivoluzionaria. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances , infatti, la dimestichezza con la matematica non dipende…

L’allarme degli insegnanti inglesi: “Gli alunni stanno perdendo la capacità di ragionare a causa dell’intelligenza artificiale”

capacità di ragionare

Da diverso tempo l’intelligenza artificiale è diventata una parte importante della vita quotidiana di studenti e insegnanti. Se quasi il 50% dei docenti usa ChatGPT a supporto della didattica, per il ministro Valditara l’IA migliora gli apprendimenti, quando viene implementata in modo corretto. Il problema è che non tutti i dati sembrano confermare questa prospettiva. Secondo un sondaggio del sindacato britannico National Education Union, infatti, la maggior parte dei docenti…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X