La rivista per la scuola e per la didattica
FILASTROCCHE

La più lunga lista di filastrocche grammaticali gratuite, con attività stampabili e modificabili

Lo studio della grammatica, con le sue infinite e complicate regole, di per sé non è certo accattivante e piacevole, tuttavia è indispensabile che i bambini imparino a padroneggiarla perché non può esserci una buona comunicazione senza una buona conoscenza delle regole grammaticali. #LISTA FILASTROCCHE GRAMMATICALI FINO A FINE ARTICOLO

Se non si ha chiaro il significato delle parole e la loro funzione grammaticale, infatti, non si potrà essere nelle condizioni di comprendere in pieno il significato di una frase e di esprimere frasi con un significato chiaro e preciso. Non si potrà dunque essere in grado di stabilire una proficua comunicazione tra sé e gli altri. Per rendere l’apprendimento della grammatica meno arido e noioso, bisogna prima di tutto semplificare al massimo le nozioni, evitando anche di utilizzare termini troppo difficili, e cercare di trasferirle in contesti più vicini ai bambini e, ancora, rendere la lezione leggera e divertente.

A questo scopo, ricorrere al linguaggio semplice, giocoso e musicale delle filastrocche, può tornare utile all’insegnante e al bambino.

Anno scolastico 2024/25

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Le fredde regole grammaticali prendono vita, le parole si personificano e le loro funzioni possono essere paragonate alle nostre azioni e ai nostri comportamenti. In questo modo si può raggiungere un doppio scopo: la memorizzazione delle regole e l’acquisizione di comportamenti corretti.

Le principali regole grammaticali vengono introdotte ognuna da una filastrocca che, attraverso le sue rime, presenta l’argomento che viene poi ampliato con brevi approfondimenti e semplici, ma efficaci esercizi, e contiene una “morale” trasferibile nella vita sociale quotidiana.

Introduzione filastrocche grammaticali

LA GRAMMATICA NON Ѐ DRAMMATICA

Dai, non è cosa drammatica

imparare la GRAMMATICA,

te la dico pure in rima

e non è più come prima.

Sono innocue regolette

che in poesia ora son dette,

tu le leggi e le ripeti,

più banal di quanto credi.

Per parlare con chiunque,

per poter giungere al dunque,

dovrai poi mettere in pratica,

ogni regola di GRAMMATICA.

Forza, quindi, e non temere,

né di “essere” o di “avere”,

dentro questo Quadernone,

puoi trovar la soluzione!

BUONA GRAMMATICA!


IL VOCABOLARIO

FALLO CON LE PAROLE

Dentro il Vocabolario

ci sta un mondo ricco e vario,

fatto tutto di parole

che di certo non son sole.

Ce ne sono di ogni tipo,

per il gatto o per l’amico

e per ogni situazione

ce ne stanno brutte e buone.

Per ognuna ti vien dato

chiaro il suo significato,

per potere, all’occorrenza,

allargar la conoscenza.

Tutte in fila ed ordinate,

sono scritte e collocate

e seguendo l’alfabeto

più non ci sarà segreto.

Ma che libro straordinario

è questo gran Vocabolario,

che non narra fatti o storie,

fallo tu con le sue parole.

PAROLE PIENE E PAROLE VUOTE

NESSUNO VALE NIENTE

Dentro la TORTA c’è un buon sapore,

dentro un bel FIORE, profumo e colore;

in ogni BAMBINO

c’è un birichino

e dentro i NONNI,

le fiabe e i sogni.

Ci son parole con dentro niente,

piccole e sole, il senso è assente,

ma se le metti alle altre accanto,

danno più senso a tutto quanto.

Vuote ed inutili se stanno da sole,

indispensabili alle altre parole;

accade spesso così tra la gente,

tutti son utili, non c’è chi val niente.

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Filastrocche grammaticali nel sussidiario delle letture

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L’ACCENTO

UN TONO CONTENTO

Siam felici e sorridenti

noi parole con gli accenti

e abbiam sopra la vocale

un sorriso assai cordiale

ed un tono più contento

che ci dà proprio l’accento.

Ci distingue questo segno

da chi ha un po’ più contegno

e quel tono un po’ più austero

di chi fa sempre sul serio;

tu stai attento, sai, se no,

seminar non puoi un “però”.

L’APOSTROFO (1)

UNA LACRIMA

Abbiam perso, sai, un pezzetto

e dal dolor non abbiam retto,

ora ognuna è rattristata

e una lacrima è spuntata.

È l’apostrofo alla fine

delle tristi paroline,

ma ben presto le consola

d’esser in due una cosa sola!

L’APOSTROFO (2)

LA STORIA DI PO’

Un giorno qualcuno disse a POCO

che così poco in fondo non era

e che sarebbe stato un gioco

rimpicciolirsi in qualche maniera.

POCO pensò che aveva ragione

e diede un taglio netto alla CO,

gli parve buona la soluzione,

ma dal dolore una lacrima spuntò.

Questa è la vera storia di PO’

che volle essere più coerente,

ora ha un apostrofo invece di CO

e più nessuno può dirgli niente.

ACCENTO E APOSTROFO

LACRIME E SORRISI

SE un pezzetto SE N’È andato,

uno nuovo NE hai trovato,

S’È risolta la situazione,

vien da SÉ la soluzione.

TE lo dico, non è niente,

T’È caduto solamente,

ma è spuntato, in un momento,

un apostrofo e un accento.

M’È successo, sai, talvolta,

di sentirmi un po’ stravolta,

ma poi dopo M’È passato,

ME lo sono dimenticato.

V’È piaciuta la mia rima?

VE la dedico con stima.

L’USO DELL’H

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HO/O, HAI/AI, HA/HA, HANNO/ANNO

Io HO un languorino

e vorrei un bel panino

O una briosce col gelato

con la panna e il cioccolato.

Tu HAI due cagnolini

e li porti AI giardini

dove corrono felici

inseguendo a volte i mici.

Mamma HA una gran pazienza

e A casa è una potenza,

tutto è lindo ed ordinato

e io sempre accontentato.

Loro HANNO un gran bel gioco

e vorrei giocarci un poco,

se quest’ANNO sarò promosso

potrò farlo a più non posso.

ARTICOLI DETERMINATIVI

SONO QUELLI ED ALTRI NO

IL, LO, LA,

di che parlo lo si sa,

IL mio amico caro e scaltro

proprio lui e nessun altro;

LO zio Mario che sta a Gubbio,

dico lui e non c’è dubbio;

LA mammina buona e bella

è la mia, sì è proprio quella!

I bambini, GLI zainetti,

LE ciabatte sotto i letti,

io te li ho bene indicati,

sono ben determinati

e sbagliare non si può,

sono quelli ed altri no!

IL, LO, LA al singolare,

I, GLI, LE se vuoi abbondare,

sono ARTICOLI DETERMINATIVI

li puoi leggere e li scrivi

e li usi per indicare

ciò che vuoi ben precisare.

ARTICOLI INDETERMINATIVI

L’UNO O L’ALTRO FA LO STESSO

UN bambino, uno qualunque

puoi trovarlo un po’ dovunque

e assomiglia tanto a te

pure se non sai chi è.

UNO scoiattolo nel bosco

è felice, è al suo posto,

puoi confonderlo fra tanti

son carini tutti quanti.

UNA mano me la dai?

Quella che darmi vorrai,

sai per me è la stessa cosa,

ogni mano è assai preziosa.

UN, UNO oppure UNA,

di preciso mai nessuna,

sono ARTICOLI INDETERMINATIVI,

li puoi leggere e li scrivi,

se non è determinato

quello di cui si è parlato.

L’uno o l’altro, fa lo stesso,

chi di tutti non è espresso,

l’importante è che sia una,

sempre meglio di nessuna.

GLI ARTICOLI PARTITIVI

PIÙ DI UNO

Se non basta uno soltanto

e non sai nemmeno quanto,

se vuoi esser sbrigativo,

c’è l’articolo partitivo.

Uno è poco, non saprei,

meglio usare allora “DEI”:

DEI dolcetti, DEI biscotti,

DEI sorrisi e DEI bacetti.

Una non mi basta mai,

meglio “DELLE” e tu lo sai:

DELLE buone caramelle,

DELLE carezzine belle.

Qualche, alcune, un poco di,

metti tutto quanto lì

e poi io, per ringraziarti,

sarò pronto ad abbracciarti.

I NOMI

NOMI PER TUTTO

Ce n’è uno per ognuno,

per la mamma ed il bambino,

ce n’è tanti  per le cose,

siano gatti oppure rose.

Ce ne sono lunghi o corti

e c’è quello che ti porti,

ce ne stanno tanti o pochi

e ce l’hanno pure i giochi.

 Ci son NOMI buffi o strani,

di paesi a noi lontani,

NOMI in tutto quanto il mondo,

per il moro e per il biondo.

Ci son NOMI molto belli,

degli amici e dei fratelli

e poi NOMI disgustosi

che già a dirli son dannosi.

Nomi propri oppur comuni,

per i grandi ed i bambini,

nomi che indicano tante e più cose e altri quelle rare e preziose.

GENERE E NUMERO DEI NOMI

NOMI PER TUTTI

È maschietto o femminuccia,

Enrichetto oppur Mariuccia,

sono tanti o è solo uno,

ci sta  un NOME per ognuno.

C’è di GENERE differenza,

ma ben poca nella sostanza.

Marco studia, anche Rosanna,

papà guida e anche la mamma.

La bottiglia o il bicchiere,

tutti e due ti fanno bere,

cagnolino oppur cagnetta

dormirà nella cuccetta.

Maschi e femmine son diversi,

ma i diritti son gli stessi.

Quanti sono? Ad indicarlo

solo il NUMERO può farlo:

UNO e basta è SINGOLARE,

TANTI e più sarà PLURALE,

tanti nomi differenti

perché al mondo siamo in tanti.

I NOMI COMUNI

IN COMUNE

In COMUNE un nome abbiamo

e BAMBINI in tanti siamo

ed abbiamo due tesori,

sono i nostri GENITORI

questo nome li accomuna,

siamo la loro fortuna.

Noi a scuola siamo in tanti,

tutti belli e assai brillanti,

un per uno con un nome,

ma SCOLARO ci è COMUNE.

Tu hai un CANE, ce l’ho anch’io,

ma il tuo non è il mio,

in COMUNE il nome hanno,

son diversi e tutti lo sanno.

E se un nome ci accomuna

la ragione è più di una,

poi il proprio ognuno ha,

sacrosanta diversità!

I NOMI PROPRI

PROPRIO MIO

Io ho un nome PROPRIO mio

dice PROPRIO chi son io,

me l’han dato mamma e papà

quando sono giunto qua.

PROPRIO quando sono nato,

questo nome mi hanno dato.

Pure tu hai un nome tuo,

PROPRIO tuo, né mio né suo,

ti distingue, sai, da ognuno,

ce n’è uno per ciascuno,

ma se c’è chi ce l’ha uguale

questo è PROPRIO assai normale,

col tuo nome e la tua faccia PROPRIO non ne trovi traccia.

NOMI CONCRETI E NOMI ASTRATTI

VEDO, TOCCO, SENTO

Con i sensi fai esperienza

di qualcosa che ha sostanza,

forma, odore, gusto, suono

e puoi dir se è brutto o buono.

È CONCRETO quell’oggetto

che io vedo al mio cospetto,

mentre è ASTRATTO tutto quanto

io non vedo, tocco o sento.

Così è stato a me insegnato,

pur se vero, è un po’ insensato,

perché io “sento” l’amore,

“sento” gioia e pur dolore.

Ma son questi sentimenti

che non tocchi e che non prendi,

sono ASTRATTI, stan nel cuore,

non han forma né colore.

Se è ASTRATTO e non concreto,

con la mente io lo vedo,

uso l’immaginazione

e do forma a un’emozione.

Se è CONCRETO e non è astratto,

presto visto, presto fatto,

con matita ed i colori, riproduco com’è fuori.

I NOMI COLLETTIVI

SIAMO SQUADRA

Com’è bello stare insieme,

è un incanto, si sta bene,

si diventa solo uno,

uno per tutti e per ognuno.

Tutti quanti un solo nome,

si fa insieme ogni azione,

che sian belli o un po’ più brutti,

si sta insieme proprio tutti.

Nello SCIAME i moscerini,

in PINETA piante e pini,

nello STORMO tanti uccelli

e nel MAZZO fiori belli.

Siamo SQUADRA tutti insieme,

l’avversario non si teme,

è un legame forte e vivo

e il suo senso è COLLETTIVO.

I NOMI COMPOSTI

UN NUOVO SENSO

Se un legame è molto intenso, 
in due assume un nuovo senso
dando vita a qualche cosa,
nuova, diversa, spesso preziosa. 

Così dal cane insieme col pesce,
un “pescecane” grande ne esce
e se chi tosta, trova il suo pane,
ecco d’un tratto un “tostapane”.

Piano e forte son molto diversi,
sono i due opposti, non certo gli stessi,
l’un dell’altro sono consorte,
quando diventano un “pianoforte”. 

Anche soli tutto è a posto, 
ma è assai bello esser “composto”,
un nuovo senso, di colpo, si ottiene
pure se il proprio si mantiene.

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NOMI PRIMITIVI E DERIVATI

FAMIGLIE DI PAROLE

In qualsiasi famiglia

tutti un po’ ci si somiglia

uno solo è nato  prima

ed è degno di gran stima,

senza lui, certo è il dato,

mai nessuno sarebbe nato.

La famiglia da persone

tante o poche si compone,

maschi, femmine e bimbetti

che hanno simili gli aspetti,

ma talvolta avi e prole

non son gente, ma parole

poi da quella, prima nata,

più di una ne è derivata

e in lei cogli nell’aspetto della prima almeno un pezzetto.

I NOMI ALTERATI E I FALSI ALTERATI

ALTERATI, MA NON SEMPRE

Son piccino oppure grande,

molto amabile o sgarbato,

già nel nome mio è evidente

che cos’è che m’ha alterato.

INO, UCCIO, ONE, ACCIO

tu puoi aggiungermi alla fine,

a seconda se ti piaccio,

se son grosso oppur cafone.

Ma sta attento che talvolta,

non è proprio quel che appare

ed allora adesso ascolta

così poi non puoi sbagliare.

Un canino è solo un dente,

non abbaia né si accuccia,

quella foca prepotente,

non è sempre una focaccia.

Un bottone non contiene

tanti litri di buon vino

e dal mulo, sai, non viene un bellissimo mulino.

AGGETTIVI QUALIFICATIVI

QUALITÀ IN QUANTITÀ

L’amico è CARO, FEDELE e SINCERO,

il mio gattino è MORBIDO e NERO,

CALDA e GUSTOSA è la minestra,

nel piatto FONDO niente ci resta.

Per ogni nome una QUALITÀ,

cosa, persona e animale l’avrà,

può esser BRUTTA o tanto BELLA,

sarà comunque per lui proprio quella.

Nessuno deve però disperare,

c’è sempre chi un’altra ne può dare,

ognuno vede con gli occhi del cuore

e dà diversa forma e colore.

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI POSSESSIVI

TUTTO NOSTRO

Questo è MIO e TUO non è,

c’ero io prima di te,

non è TUO né SUO, ma è MIO,

qui da sempre c’ero io!

Ѐ MIO il sole, il mare e il cielo,

qui è MIO tutto per davvero,

ci sarà un posto in là

dove tutto TUO sarà.

Ma qui è MIO qualsiasi gioco

e non è cosa da poco,

non si tocca, lascia stare,

tutto è MIO e fammi giocare.

Tutto solo, e con chi gioco?

Io mi accorgo quanto è poco

e che bello questo posto

se qui tutto fosse NOSTRO.

AGGETTIVI E PRONOMI DIMOSTRATIVI

VICINI O LONTANI

QUESTO e QUELLO son distanti,

li distinguo io tra tanti,

QUESTO è a me assai vicino,

QUELLO è invece fuori mano.

Poi CODESTO, poco usato,

sta vicino a chi ha ascoltato,

STESSO e MEDESIMO all’occorrenza,

per non fare differenza

e poi TALE a volte prende il posto

del più conosciuto QUESTO.

Son cortesi tutti quanti,

mostran cose vicine o distanti,

sempre vigili ed attivi,

sono i DIMOSTRATIVI.

QUESTO e QUELLO non son pari,

l’uno e l’altro non sono uguali,

non fermarti all’apparenza,

guarda fino alla sostanza.

AGGETTIVI E PRONOMI INDEFINITI

QUESTO È QUANTO

QUANTI sono non lo so,

ABBASTANZA oppure UN PO’,

se fan bene al cuore e all’occhio,

io ne prenderò PARECCHIO.

TANTA gioia, MOLTO amore,

da riempire TUTTO il cuore

e se tu ne vuoi ALTRETTANTO, sii gentile, questo è QUANTO.

AGGETTIVI E PRONOMI NUMERALI

IL PRIMO O L’ULTIMO

UNO, DUE e TRE,

più ce n’è e meglio è,

QUATTRO, CINQUE e pure SEI,

ma io ancora ne vorrei.

SETTE, OTTO, NOVE e DIECI,

tutti insieme, tanti amici.

Se son buone queste cose,

siano il DOPPIO e numerose,

ma se sono cose brutte,

meglio ZERO e  fuori tutte.

Sarò il PRIMO o forse no

o SECONDO arriverò,

pure TERZO, QUARTO o QUINTO

e magari non ho vinto,

ma comunque ci son stato

ed anch’io ho partecipato.

Anche l’ULTIMO può dire

com’è bello gareggiare,

e la cosa più importante

è che è stato divertente.

PRONOMI PERSONALI

UNIONE PRODIGIOSA

IO da solo ho poco senso,

se siam NOI lo ha più intenso,

TU sei forte, ma non tanto,

mentre VOI siete un portento.

EGLI o ELLA cosa fanno?

Se son LORO lo sapranno

perché insieme è un’altra cosa,

ogni unione è prodigiosa.

IL VERBO

UN MODO E UN TEMPO

Tutti quanti fan qualcosa,

pure quello che riposa:

animali, cose e persone,

fanno AZIONI brutte e buone.

Ci sta il VERBO per spiegare

tutto quel che intendi fare,

che sia giusto oppur sbagliato

con il VERBO l’hai spiegato.

Chi fa AZIONI è la persona,

sia un oggetto, bestia o umana:

io, tu, lui, lei e anche esso,

soli agiamo con successo;

noi, voi, tutti insieme a loro,

si fa meglio agendo in coro.

Ci son  MODI per agire,

TEMPI passati o da venire:

cerca il MODO più adeguato, nel presente, in futuro e nel passato.

LE CONGIUNZIONI

DARSI LA MANO

Ci sono parole, talvolta anche frasi
che stanno da sole in alcuni casi,
PERÒ tante volte, loro hanno bisogno 
di sentirsi accolte, di spartire un sogno.

Tendono ALLORA ad altre una mano
un po’ per paura, MA più per un dono,
per stare un po’ insieme ED esser completi
nel male e nel bene, per esser più lieti.

Son come persone le frasi E parole,
in qualche occasione si sentono sole,
per mano si prendono E stanno congiunte
insieme si fondono E son più contente.

Ci vuol quasi niente per questa emozione,
una E, un MA, un MENTRE, una CONGIUNZIONE,
un QUINDI, un ALLORA, un INVECE, un PERCIÒ, 
 una piccola parola E stare insieme si può.


Ora hai fatto un po’ di strada,
qualche cosa l’hai imparata,
con le rime e l’esercizio
sei più avanti che all’inizio.

Ma il percorso è infinito
l’importante è esser partito,
mai si smette d’imparare,
è assai bello camminare,
senza fretta piano piano,
andrai certo assai lontano!

Germana Bruno

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